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Danza, Vignale Monferrato Festival tra piazze e castelli

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Danza, Vignale Monferrato Festival tra piazze e castelli

  • –di Chiara Castellazzi

Fra le morbide colline che due anni fa sono state riconosciute patrimonio mondiale Unesco, la danza abita da decenni e il binomio Monferrato - festival di danza si è rinnovato la scorsa estate ad opera della Fondazione Piemonte dal Vivo, con la consulenza artistica di Gigi Cristoforetti. Per questa edizione, il Vignale Monferrato Festival (dal 24 giungo al 15 luglio) disseminerà gli eventi fra Vignale – il suo palazzo nobiliare, le sue terrazze a picco sulle vigne, le sue cantine – le piazze di Casale e di Moncalvo, e una antica cascina completamente riqualificata e dedicata all'arte coreutica (Orsolina28).

Il week end di apertura del Festival (24 e 25 giugno) si incentrerà più sul circense che sul tersicoreo, con la Bandakadabra e alcune scuole circo in azioni itineranti per il centro di Casale. Sono però i danzatori Stefano Mazzotta ed Emanuele Sciannamea (alias Zerogrammi) a guidare flash mob e incursioni urbane di ragazzi del territorio. Sul palco di Vignale, in collaborazione con il Festival Mirabilia, si esibiscono Les Rois Vagabonds, duo clownesco e acrobatico e Jordi Querol.

Danza pura è invece in cartellone il 29 giugno con tre spettacoli - a Moncalvo - della più nota compagnia di balletto nazionale, Aterballetto, qui in coreografie di Philippe Kratz, Johan Inger e Michele Di Stefano.

L' 1 e il 2 luglio EgriBiancoDanza crea un site specific che condurrà il pubblico fra sale e giardini del Palazzo dei signori di Vignale, i Callori, con rimandi e visioni dall'immaginifica rêverie di Shakespeare, il Sogno di una notte di mezza estate. L'8 e 10 luglio a Vignale e alla Cascina Orsolina di Moncalvo due prime nazionali dal mondo seducente del Bharatanatyam e del Kuchipudi, qui interpolato con tecniche e stili occidentali. Ballano Hema Bharathi Palani e poi Shantala Shivalingappa, danzatrice quasi mitologica come le figure del pantheon indiano, amata dalla Bausch come dal coreografo butoh Ushio Amagatsu.

Il 10 luglio la accompagna l'ammaliante musica dal vivo di Ferran Savall e del suo gruppo catalano. Sul versante contemporaneo occidentale sono presenti anche Thomas Noone con la sua compagnia (9 luglio a Vignale) e Sharon Fridman (13 luglio a Cascina Orsolina a Moncalvo). Il finissage di festival è in grande stile, con il recente “Rocco” di Emio Greco, e Pieter C. Scholten che portano i loro danzatori - del Ballet National de Marseille e di ICKamsterdam – a declinare la somiglianza tra la danza e la boxe, con una fulgida ispirazione rivolta a Luchino Visconti.
La programmazione di spettacolo sarà inoltre affiancata da corsi formativi condotti dagli stessi artisti in cartellone.
A pochi chilometri, una vasta proposta performativa e formativa (con stages di docenti italiani e internazionali) la offre anche, da ben trentatré anni, il Festival Internazionale di Acqui in Palcoscenico. Nel verde della zona termale che i romani chiamavano Aquae Statiellae, si svolge il festival diretto da Loredana Furno che, dal 3 luglio – al 3 agosto prossimi, concentrerà otto appuntamenti al Teatro Aperto di Acqui Terme e quattro ne decentrerà in complessi storici, nobiliari e monastici della provincia di Alessandria (la cittadella di Alessandria, il castello dei marchesi di Tagliolo, il convento di San Francesco a Cassine e il palazzo Pallavicini di Mombaruzzo). Si tratta di un ventaglio di spettacoli in grado di soddisfare diversi palati: si spazia dal neoclassico al contemporaneo, dal tango al flamenco, attraversando la ricostruzione filologica delle danze rinascimentali (a cura dell'Associazione Istituto per la Ricostruzione delle Arti del Costume). E il Premio AcquiDanza 2016 sarà assegnato alla ex scaligera Sabrina Brazzo, presente al festival ne “Il mantello di pelle di drago” di Massimiliano Volpini.

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