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I genitori dei figli jihadisti e il loro dramma

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I genitori dei figli jihadisti e il loro dramma

In questi giorni sono state terminate le riprese del film “Madri” (“Mothers”) per la regia di Liana Marabini, la medesima che lo scorso anno ha portato sugli schermi il controverso “La croce e la stella” (in originale “Shades of Truth”). In quest'ultimo film si era parlato delle migliaia di ebrei che sarebbero stati salvati dalla Chiesa Cattolica durante il pontificato di Pio XII.

Ora “Madri” propone un tema di grande attualità: il dramma di quei genitori occidentali i cui figli si arruolano nella jihad, la guerra santa contro gli infedeli. La stessa regista ci ha confidato che questo fenomeno, a suo giudizio, è prodotto anche da “ ricerca di regole, di ideali pur non sempre giusti e da un bisogno spasmodico di identità suscitato dai social network”. E aggiunge: “Certo, molti giovani si trovano ad affrontare i grandi problemi di oggi mancando di una guida adeguata e, senza generalizzare, possiamo dire che la scuola e la famiglia purtroppo non sono in grado di colmare i vuoti e di trasmettere delle regole”.

Il film ha come interpreti Remo Girone, Christopher Lambert, Victoria Zinny e i giovani e “promettenti” Mara Gualandris, Margherita Remotti, Francesco Riva, Francesco Meola. Il ruolo del “cattivo”, in tal caso reclutatore per l'Isis, è interpretato da Stefano Crosta, il quale fu il protagonista del primo film della Marabini regista, realizzato una decina d'anni fa. Venne dedicato all'umanista Platina, primo prefetto della Biblioteca Vaticana.

“Mothers” è stato girato in inglese e avrà una distribuzione internazionale, che prenderà avvio negli Usa.
Non è un film antislamico, va precisato, ma una finestra aperta sui drammi dei genitori – musulmani e cristiani – che si trovano superati dalle drammatiche scelte dei figli da loro non certamente preparati per la guerra. Le due mamme a cui è dedicato sono appunto una musulmana di origine marocchina, emigrata giovanissima insieme al marito e i cui bambini sono nati in Inghilterra; e un'italiana rimasta vedova, scrittrice di successo, la quale ha dedicato la vita al figlio che poi parte per la jihad gettandola nella disperazione. Un'esistenza che cambia oltretutto tra interrogatori di polizia, perdita degli amici e del lavoro.
Liana Marabini è anche fondatrice e presidente del Festival “Mirabile Dictu”, dedicato al film cattolico, giunto alla settima edizione. Quest'anno si svolgerà in Vaticano, con l'alto patronato del Pontificio Consiglio della Cultura, dal 20 al 23 giugno.

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