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conti in tasca alle star

È il “Macca” la rockstar più ricca, secondo Bono. Ecco la classifica

L’esibizione di Paul McCartney al Desert Trip Festival di Indio in California (Ap)
L’esibizione di Paul McCartney al Desert Trip Festival di Indio in California (Ap)

Non si guarda nei conti in banca degli artisti. Sui social network, nei giorni del dibattito intorno all'identità di Elena Ferrante, è stato un commento ricorrente tra quanti criticavano l'approccio dell'inchiesta. Di più: una specie di mantra. Ma, come sosteneva Protagora e come cantava Jarabe de Palo, «da che punto guardi il mondo tutto dipende». E se lo guardi dal punto di vista degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, ti accorgi che «fare i conti in tasca» alle personalità è un vero e proprio genere, frequentato assiduamente da testate come «Forbes» e «Sunday Times».

Negli States hanno addirittura lanciato il portale «Celebrity Net Worth» che, in tempo reale, ti fa una specie di visura (in dollari) delle ricchezze di questo o quel personaggio famoso, da Diego Armando Maradona (appena 100mila) a Salman Rushdie (15 milioni), passando ovviamente per Donald Trump (4,5 miliardi). Siccome chi canta, spesso e volentieri lo fa «per l'Amazzonia e per la pecunia» (copyright Fabrizio De André), siccome gira e rigira questi signori sono più o meno tutti «in it for the money» (copyright Frank Zappa), perché gira e rigira «Money, it's a gas!» (copyright Roger Waters), vediamo che succede mettendo in fila i paperoni del rock and roll.

Nessuna sorpresa in vetta. Il più ricco della tribù non può che essere Paul McCartney, l'anima melodica e calcolatrice dei Beatles, l'autore che incassa di più in termini di diritto d'autore e l'interprete live dal cachet più alto al mondo: per lui un patrimonio netto stimato in 1,2 miliardi. «Baby, you're a rich man», cantava il sodale John Lennon quando erano Fab. Se fosse ancora tra noi potrebbe sicuramente dedicargliela. Seconda piazza per un artista che ha fatto dell'impegno sociale una bandiera. E degli investimenti sui titoli della new economy un hobby redditizio, a quanto pare: Mr. Paul Hewson, meglio noto come Bono Vox, ossia il front leader degli U2, patrimonio da 700 milioni. «For love or money, money, money», cantava ai tempi di «Rattle and Hum».

Terzo gradino del podio condiviso a parimerito, con una dote di 500 milioni, dalla superstar del pop britannico Elton John e dal mammasantissima del country americano Jimmy Buffett, due che in più di 40 anni di attività si sono rivelati bravissimi a diversificare le loro attività. In rapida ascesa il Boss Bruce Springsteen che riempie gli stadi, guadagna circa 80 milioni l'anno e dovrebbe aver toccato la soglia dei 350 milioni di dollari. Alla faccia della sua laurea di primo livello in economia aziendale, il cantante e membro fondatore dei Rolling Stones Mick Jagger deve accontentarsi soltanto della quinta posizione, con un gruzzoletto di 360 milioni. Non troppi soldi in più rispetto a un altro linguacciuto (e mascarato) protagonista del rock anni Settanta, come il bassista dei Kiss Gene Simmons, uomo da 300 milioni di dollari. Bassista di diverse attitudini musicali e non, ma ricco uguale (300 milioni) è Sting. Sempre 300 milioni per Dave Matthews, band leader dell'omonima celebre live band. Più giù ci sono due batteristi che si sono rifatti una vita: quello dei Nirvana, oggi leader dei Foo Fighters Dave Grohl (280 milioni), e quello dei Genesis Phil Collins che si reinventò cantante pop (260 milioni). Della serie: ok le bacchette, ma se vuoi fare i soldi meglio passare al microfono.

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