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A Milano l’ultimo saluto a Dario Fo. In migliaia sotto la pioggia

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i funerali del nobel italiano

A Milano l’ultimo saluto a Dario Fo. In migliaia sotto la pioggia

Il funerale laico di  Dario Fo e il figlio Jacopo
Il funerale laico di Dario Fo e il figlio Jacopo

Un funerale di arte e di politica per il Nobel Dario Fo a Milano che si è chiuso con la canzone Bella Ciao, con il figlio Jacopo a pugno chiuso che dice «grazie compagni, grazie» e Beppe Grillo che invita «a fare un po’ di silenzio su Dario». Sono tanti i cittadini che oggi hanno portato l'ultimo saluto all’attore e drammaturgo morto ieri a 90 anni. Ci sono striscioni dei centri sociali, la foto di Che Guevara e le bandiere di Soccorso rosso, organizzazione comunista a cui Fo aderì, il fondatore di Potere Operaio Oreste Scalzone. Con Grillo, il vicepresidente della Camera e deputato cinque stelle Luigi Di Maio.

La camera ardente è stata allestita al teatro Strehler: fino a sera un flusso costante e ordinato di persone è arrivato, anche sotto la pioggia battente, per dire grazie a Dario, e alla moglie Franca scomparsa nel 2013, per l'impegno civile, le lotte politiche, la cultura e le risate. Il primo ad arrivare è stato il sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha ricordato come Dario Fo «ha dato alla città più di quanto ha ricevuto, non ci sono grandi segni di omaggio per lui e cercheremo di rimediare».

Il figlio Jacopo ha ricordato: «Noi siamo comunisti e atei però mio padre non ha mai smesso di parlare con mia madre e chiederle consiglio. Siamo anche un po' animisti, perché non è possibile morire veramente. Sono sicuro che adesso sono insieme e si fanno delle gran risate».

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e intimo amico di Fo ha ricordato la sua vita dove arte e politica son state inscindibili. Come milanese che ha dato lustro alla città, per una decisione dell'amministrazione, Fo verrà sepolto domani al Famedio, il pantheon dei cittadini illustri al cimitero Monumentale di Milano, vicino alla moglie Franca.

Nel foyer del teatro Strehler l'artista riposa in una bara di legno chiaro, attorno a lui le corone di fiori del presidente della Repubblica, del premier Matteo Renzi, del sindaco di Roma Virginia Raggi, presente al funerale con la collega di Torino Chiara Appendino. Ma anche magliette e copie del Fatto Quotidiano con il titolo 'Vota no' al referendum costituzionale, o spille del Movimento 5 stelle, tanti mazzi di fiori portati dalla gente.

Sul palco, dietro al feretro, una foto lo ritrae mentre sorride, mentre su uno sgabello c'è il segno della sua passione per la pittura, una scatola con pennelli e colori. A rendere omaggio a quello che è stato l'intellettuale a loro più vicino sono arrivati due degli esponenti più importanti del Movimento 5 stelle, il vice presidente della Camera Luigi Di Maio e il deputato Alessandro Di Battista. «Ci è stato molto vicino» ha detto Di Maio. Insieme a loro anche Davide Casaleggio, il figlio di Gianroberto il fondatore del Movimento scomparso pochi mesi fa, che ha spiegato come il premio Nobel e suo padre “erano molto vicini”. A rimanere in silenzio con la stampa oggi è stato Jacopo Fo, che ieri ha scritto un post su Facebook per sfogarsi contro chi oggi celebra il padre e prima lo censurava:

«Oggi tutti celebrano Dario Fo, ma in vita è stato censurato in tutti i modi». A Dario Fo è arrivato l'abbraccio, oltre che delle istituzioni con il ministro della Cultura Dario Franceschini, anche del mondo dello spettacolo: come gli attori Claudio Bisio, Alessandro Bergonzoni, Cochi, Giulia Lazzarini, Ottavia Piccolo, il il musicista Paolo Jannacci figlio di Enzo, il giornalista Gad Lerner. Tra i cittadini che hanno portato il loro grazie a Fo c'é anche Claudia Pinelli, figlia di Giuseppe, l'anarchico morto nel 1969 precipitando da una finestra della Questura di Milano. A lui l'artista ha dedicato lo spettacolo 'Morte accidentale di un anarchico'.

A Milano sarà lutto cittadino con le bandiere civiche a mezz'asta. Ma c'è chi ha polemizzato per questa decisione, come uno dei leader di Fratelli d'Italia Ignazio La Russa, che ha sottolineato come, pochi mesi fa, per la morte di Giorgio Albertazzi non ci sono state giornate di lutto. Il partito porterà avanti la sua iniziativa contro il referendum nonostante il lutto cittadino. «Tuttavia - ha aggiunto l'ex ministro della Difesa - all'ex camerata Dario Fo va il mio rispetto, non solo perche' ha combattuto per la Repubblica sociale italiana ma perché, comunque, e' stato un premio Nobel».

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