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Artista di pale, stoffe e cassoni

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la biografia

Artista di pale, stoffe e cassoni

Secondo le ricerche documentarie svolte in occasione della mostra, Giovanni dal Ponte nacque probabilmente a Firenze attorno al 1385 da Marco di Giovanni, un pittore di stoffe originario di Venezia, immatricolato all’Arte dei Medici e Speziali proprio in quell’anno.

La prima notizia documentaria relativa a Giovanni è l’iscrizione alla medesima Arte il 4 marzo 1410, mentre potrebbe avere un significato non casuale il fatto che il primo documento riguardante la sua attività nel 1418 sia relativo a una pittura su stoffa per l’altare della cappella Gherardini nella chiesa di Santo Stefano al Ponte a Firenze. L’artista continuerà ad occuparsi di questa particolare tecnica esecutiva anche in altri periodi della sua carriera, ad esempio nel 1424 e nel 1435. Il pittore Giovanni di Marco di Giovanni è da sempre meglio conosciuto con il soprannome di Giovanni dal Ponte, per l’ubicazione della sua bottega in Piazza di Santo Stefano al Ponte, nei pressi del Ponte Vecchio. Nel 1427 Giovanni si associa con Smeraldo di Giovanni, che in un documento del 1424 è citato come chofanaio, specializzato cioè nella pittura dei cassoni nuziali, e tale rapporto si prolungherà fino alla morte del maestro.

La sua formazione si svolse nei primissimi anni del Quattrocento a Firenze, quando l’ambiente artistico del capoluogo toscano era dominato dal grande pittore camaldolese Lorenzo Monaco, da Spinello Aretino, dallo scultore Lorenzo Ghiberti, da Masolino da Panicale e dall’altro grande pittore fiorentino Gherardo di Jacopo, detto Starnina, rientrato al principio del XV secolo dopo un lungo soggiorno di lavoro in Spagna, a Toledo e Valencia. Le sue prime opere appaiono influenzate soprattutto dallo Starnina e anche da artisti quali Scolaio di Giovanni e Alvaro Pirez. La splendida pala con il Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria del Museo di Belle Arti a Budapest, recante la data del 1421, documenta la precoce apertura di Giovanni dal Ponte nei confronti di quegli artisti che sembrano accompagnare l’ingresso sulla scena artistica del potente messaggio rinnovatore di Masaccio: da Lippo d’Andrea a Giovanni Toscani e Mariotto di Cristofano. Tuttavia, la vera svolta in senso masaccesco sembra da individuare nel Polittico di San Pietro, e in particolare nella predella con le Storie di San Pietro della Galleria degli Uffizi, che si trovava sull’altar maggiore della distrutta chiesa di San Pier Scheraggio a Firenze, dove alla metà del XVII secolo vi si poteva leggere la data del 1424. Se tale datazione per questa impresa fondamentale, commissionata con ogni probabilità da Francesco della Luna - banchiere, architetto, amico e collaboratore di Filippo Brunelleschi, oltrechè uomo politico di primo piano – dovesse essere confermata, Giovanni dal Ponte si confermerebbe fra gli interpreti più precoci e autorevoli del nuovo linguaggio rinascimentale affermato da Masaccio. Tuttavia, altri studiosi situano il momento dell’influenza masaccesca in una fase più inoltrata del suo percorso, a partire dal 1430 circa.

L’ultimo periodo di attività dell’artista è contrassegnato da alcune opere datate, quali il trittico della chiesa dell’abbazia di Rosano (1434), la pala di San Salvatore al Monte a Firenze (datata 24 novembre 1434) e il trittico con l’Annunciazione della Pinacoteca Vaticana (datato 26 marzo 1435). Nell’ultimo decennio, il pittore continua a rielaborare in maniera originale spunti formali e iconografici dai massimi protagonisti della pittura rinascimentale, quali Masaccio e il Beato Angelico, approntando però un suo personalissimo linguaggio che predilige forme solide e solenni, all’interno di schemi formali e compositivi ancora di ricordo trecentesco.

Il 19 novembre 1437 Giovanni di Marco dettò il suo testamento (dal quale emerge una notevole agiatezza economica) e dovette morire poco dopo.

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