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Luci sulla notte in cui nacque Gesù

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Luci sulla notte in cui nacque Gesù

Ci sono dei libri che escono in occasione del Natale ma sono più duraturi delle luci della festa. Fanno continuare qualcosa in noi, aiutandoci a rispondere a quelle domande legate alla nascita di un Bambino che ha cambiato la storia.

Il primo che segnaliamo inaugura una nuova collana dell'editore Marietti 1820, “Biblioteca piccola”. Riprende la traduzione di un apocrifo a cui lavorò Mario Erbetta, riproposta con i relativi apparati; cura e introduzione si devono a Giovanni Santambrogio. È il “Vangelo siriaco dell'infanzia” (pp. 80, euro 12). Perché leggerlo? Innanzitutto per un semplice motivo: fa parte di quei documenti, anche se non canonici, che cercarono di descrivere com'era Gesù da bambino e da giovane, prima della sua missione pubblica. Santambrogio ricorda che in esso si trova “l'interessante quanto ricca presenza di simboli, personaggi, miracoli, circostanze che, oltre ad alimentare la curiosità, colpisce e agisce sull'immaginario”. L'originale siriaco sarebbe databile al VI-VII secolo, ma il testo noto e utilizzato è un'edizione in arabo del XII secolo, scoperta mezzo millennio dopo dall'orientalista tedesco Henry Sike.

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agine in cui soffiano “sensibilità e immaginazioni orientali”, ricorda Santambrogio, che ridanno la parola a Gesù. Proferisce frasi e agisce seppur avvolto ancora in fasce, compie miracoli, dialoga con un astronomo e un filosofo (per fare due esempi tra i molti), trova la peste a Betlem, incontra il faraone d'Egitto. E' un piccolo libro su cui soffermarsi e meditare; vale la pena cominciare con questo documento vergato in arabo un viaggio tra gli anni meno noti dell'uomo Gesù.

Una seconda segnalazione tratta di poesie e canti di Natale dei Padri della Chiesa, ovvero di testi lasciati da Ilario di Poitiers o da Ambrogio di Milano, da Prudenzio o da Anatolio di Costantinopoli, da Giacomo di Sarug o da Isacco di Antiochia e da altri per la festa che celebra l'incarnazione di Dio. Li ha curati Alessandra Peri per Castelvecchi con il titolo “La notte respira la sua luce” (pp. 144, euro 15).

Anche in tal caso si tratta di pagine da meditare oltre le feste, alcune delle quali finite nella liturgia, altre rivelatrici di una ricerca secolare del mistero natalizio. Sedulio, un poeta cristiano latino (in gioventù dovette essere pagano), fiorito nella prima metà del V secolo, ricorda per tutti con i suoi versi - li riportiamo tradotti da Alessandra Peri - il fascino di quanto accadde due millenni or sono: “Nel grembo della casta Madre/ entra la grazia celeste,/ il ventre della fanciulla porta/ segreti che ella non conosce”.

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