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Shoah e libertà di ricerca storica

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cronaca vera

Shoah e libertà di ricerca storica

La Shoah in tribunale

Deborah E. Lipstadt è una storica americana che nel 2003 pubblicò un libro sulla Shoah intitolato Denying the Holocaust. Lo storico negazionista David Irving, nel 2005, la denunciò per le accuse rivoltegli nel libro. Ne scaturì un processo lungo e tormentato, soprattutto perché Irving decise che sulla verità storica dovesse pronunciarsi la giustizia. Nella fattispecie, quella inglese. Davvero poteva un tribunale stabilire che quelle di Irving fossero soltanto menzogne? Il processo si concluse con la condanna dello storico inglese. E stabilì quanto segue: il pur “interessante” Rapporto Leuchter (tra le tante “prove” sui “veri numeri” dello sterminio) non bastava a confutare la totalità delle testimonianze sull’entità del genocidio nazista. L’intera vicenda storiografica e processuale è ora ripercorsa da Lipstadt in La verità negata (Mondadori, 420 pagg., 20 euro). Dunque, un tribunale inglese ha stabilito che negare la Shoah è un reato. La libertà della ricerca storica ne è uscita rafforzata o indebolita?

Una guida di Auschwitz

Un luogo dell’identità europea moderna è senz’altro Auschwitz. Ogni anno milioni di persone visitano il più famigerato campo di concentramento nazista, che è così grande e complesso che spesso si fa fatica a comprenderne il funzionamento. È perciò molto utile l’uso di Auschwitz. Guida alla visita dell’ex campo di concentramento e del sito memoriale (Marsilio, 158 pagg., 15 euro), un libro che Carlo Saletti e Frediano Sessi hanno allestito per rendere pienamente consapevole la visita al lager dove morirono più di un milione di ebrei. Quando fu costruito? In che modo fu concepito? Quanti ebrei vi furono rinchiusi e uccisi? Come funzionava concretamente questa industria dello sterminio? Com’era la vita quotidiana dei deportati? Gli autori rispondono puntualmente a tutte queste domande riportando date, numeri, fatti, storie, mappe e spiegando ogni aspetto di questo simbolo della tenebra nazista, e della successiva rinascita europeista-pacifista.

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