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I disegni di Leonardo, Rembrandt, Hans Holbein alla National Portrait…

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londra

I disegni di Leonardo, Rembrandt, Hans Holbein alla National Portrait Gallery

Un foglio con studi di figure,  teste maschili e tre schizzi di una donna in un figlio di Rembrandt
Un foglio con studi di figure, teste maschili e tre schizzi di una donna in un figlio di Rembrandt

L'immediatezza è il pregio del disegno, che può comunicare in pochi rapidi tratti sia la personalità della persona ritratta sia il rapporto che si è stabilito tra l'artista e il suo soggetto. Una nuova mostra alla National Portrait Gallery riunisce i ritratti di alcuni dei maggiori artisti del Rinascimento e del Barocco, tutti disegni dal ‘400 al ‘600 di grande rarità e delicatezza che appartengono alla collezione reale o ad altre collezioni britanniche e che raramente vengono esibiti in pubblico o esposti alla luce.
Il titolo della mostra è “L'incontro: disegni da Leonardo a Rembrandt”, proprio per sottolineare l'importanza del momento di incontro e connessione tra l'artista e il suo soggetto. Ci sono ritratti di personaggi importanti, come i membri della Corte reale di Enrico VIII ritratti da Hans Holbein nella prima metà del Cinquecento. Ci sono personaggi anonimi, come il giovane mendicante di Annibale Carracci del 1580, che all'epoca aveva fatto scandalo perché persona umile non considerata degna di un ritratto. Una mano pietosa aveva scritto sul foglio: “Non so se Dio m'aiuta”.

Ci sono ritratti che rivelano non solo l'abilità tecnica dell'artista, ma anche il suo rapporto di confidenza con il soggetto. Con pochi, rapidi, decisi tratti a inchiostro, mezzo difficile perché non perdona errori e non consente ripensamenti, Carracci ci presenta il suo amico Giulio Pedrizzano, uomo chiaramente sicuro di sé, stimato e ricco di carisma. Secondo la direttrice della mostra, Tarnya Cooper, “questo schizzo veloce, fatto in tre o quattro minuti, ha più energia, vigore e immediatezza del ritratto dipinto a olio da Carracci, dimostrazione della capacità del disegno di cogliere e concentrare la creatività dell'artista e l'espressività del soggetto.”

Leonardo disegna l'archetipo maschile, un giovane nudo dalla muscolatura perfetta. Rembrandt, invece, presenta sullo stesso foglio una vasta gamma di personaggi, vecchi e giovani, ognuno con caratteristiche diverse e una propria personalità che emerge in pochi sapienti tratti.

All'epoca i disegni erano uno strumento utile, opere preparatorie per un quadro, come rivelano le note scritte da alcuni artisti, aide-mémoire per ricordarsi il colore di un abito o un dettaglio dello sfondo. Non erano considerati opere d'arte in sé, e quindi è una fortuna che questi siano sopravvissuti nei secoli, quando tanti sono andati perduti.

L'unica eccezione a questa regola sembra essere Holbein: oltre cento dei suoi disegni fatti alla Corte di Enrico VIII sono rimasti, ritratti di nobili e dame di corte ma anche di mercanti e della servitù di corte. Molti di questi non corrispondono a un quadro, il che, spiega Cooper, fa pensare che siano stati considerati fin dall'inizio opere d'arte con un proprio valore intrinseco. Riconoscimento della straordinaria abilità di Holbein di cogliere l'aspetto e l'essenza della persona. Come scrisse un suo contemporaneo, “guardare un suo ritratto è come avere la persona nella stanza”.

The Encounter: drawings from Leonardo to Rembrandt
13 luglio – 22 ottobre 2017
National Portrait Gallery, Londra

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