Cultura

Catania rende omaggio a Phil Stern, il fotografo dello sbarco alleato

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La mostra

Catania rende omaggio a Phil Stern, il fotografo dello sbarco alleato

Aveva 24 anni ed era l’estate del 1943: Phil Stern, rangers al seguito del colonnello William Darby, mise piede a Licata, nel Sud della Sicilia. Si era arruolato per partecipare all’Operazione Husky, per liberare l’Europa dal nazi-fascismo. Ma con sé aveva un’arma in più: la macchina fotografica. Così le foto fatte dal giovane Stern in quella Sicilia già povera e ancor più martoriata dalla guerra sono diventate un documento unico perché da quegli scatti emerge la capacità dell’immagine, di certe immagini, di restituire alla storia parte di memoria altrimenti destinata all’oblio.
Ora 70 di quelle immagini, in grande formato, saranno esposte nel “Phil Stern Pavilion (La Sala Phil Stern)” all’interno del Museo storico dello sbarco in Sicilia di Catania che sarà inaugurato oggi pomeriggio alla presenza dei figli del fotografo (Peter e Tom) arrivati all’ombra dell’Etna dove, nel 2013, il grande fotografo morto nel 2014 a 95 anni tenne la lectio magistralis sul reportage contemporaneo ai giovani studiosi di fotografia dell’Accademia di Belle arti. La lunga esperienza di uno dei più grandi fotografi contemporanei passato alla storia per le sue fotografie scattate durante la Seconda guerra mondiale nel Nord-Africa ed in Sicilia e per avere immortalato i grandi nomi del cinema durante l’epoca d’oro di Hollywood (Marilyn Monroe, James Dean e Frank Sinatra dei quali era amico personale, John Wayne e tanti altri)

La Sala Phil Stern, realizzata in collaborazione con la Città Metropolitana di Catania che gestisce la struttura museale, è curata dallo storico Ezio Costanzo, è stata fortemente voluta dall’imprenditrice Ornella Laneri che è presidente della Fondazione Oelle Mediterraneo Antico la quale ha finanziato il progetto e ha ceduto in comodato d’uso al museo le opere di Phil Stern ricevute dagli eredi. La Fondazione, tra le varie attività, ha una speciale attenzione per i luoghi dello sbarco degli americani ritenuti territori interessati da possibili sviluppi socio-economici, tanto da immaginare uno specifico distretto turistico culturale in questi luoghi sull’esempio di quanto fatto da inglesi e francesi.

Nel padiglione saranno esposte anche gigantografie, pannelli storici illustrativi, una collezione di fotografie della vita dell'autore, poster, manifesti e immagini originali riguardanti gli anni del dopoguerra trascorsi da Stern sui set di Hollywood e nel mondo artistico del jazz. In esclusiva per il museo saranno esposte anche alcune fotografie realizzate da Carmelo Nicosia, fotografo personale di Stern nei giorni del suo ritorno in Sicilia nel 2013 e pubblicate nel libro “Phil Stern. Welcome back to Sicily”, immagini che ritraggono gli aspetti umani di Phil Stern che riporta la sua famiglia in Sicilia dopo 70 anni, rivivendo i luoghi che lo videro giovane reporter.

«L’iniziativa dedicata a Phil Stern è solo una parte della mission della Fondazione OELLE e si inserisce nei progetti di creazione di archivi della memoria con utilizzo di tecnologie e collaborazioni internazionali a scopo didattico e museale - spiega Ornella Laneri -. I nostri progetti sono ampi a partire dall’Osservatorio Mediterraneo, osservatorio privilegiato di eventi presenti e futuri. E per continuare poi con Residenze d’Artista: gli artisti in residenza produrranno, opere site specific, raccogliendo e catalogando dati sociali, antropologici, per concepire e realizzare opere dense di atmosfere registrate nel nostro territorio. E poi, tra tante altre cose, abbiamo previsto borse di studio dedicati alle migliori progettualità giovanili, comprese tesi di laurea».

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