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Cos’è il tempo? Una poesia

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Letteratura per l’infanzia / nicola gardini

Cos’è il tempo? Una poesia

Niente è tanto difficile da spiegare ai bambini quanto il tempo. Immersi come sono nell’eterno presente dell’infanzia, a concetti incomprensibili come il passato, il futuro, la morte, la nascita - non esistere ancora e non esistere più - reagiscono con una sassaiola di domande tanto semplici da formulare quanto difficili da soddisfare. Per gli interdetti genitori, soprattutto per quelli che vogliono ravvivarne e rinnovarne la curiosità e non sopprimerla, arriva giovedì prossimo in libreria Il tempo è mezza mela, un piccolo, delizioso, scanzonato ed elegantissimo libro di Nicola Gardini che attingendo a oltre duemila anni di pensiero ha risposto a questi interrogativi destinati in parte a restare tali per tutta la vita nel più bello ed efficace dei modi: utilizzando la poesia, la metrica e la rima - tempo che risuona col corpo - e la metafora, l’analogia e tutti gli artifici che fanno sì che il lettore capisca senza necessariamente spiegare.

«Il tempo è quella vela/ Che sta sparendo al largo/ L’odore di candela / Appena appena spenta /L’inizio del letargo / Il tempo è mezza mela / È il globo di polenta /Che cresce sulla fiamma...» esordisce Gardini in ritmati e giocosi settenari nella poesia Tempo che anticipiamo sulla versione cartacea e che apre il volume, il primo illustrato dall’autore stesso, che è anche pittore oltre a essere poeta, romanziere, saggista di grande successo con gli ultimi Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile e Con Ovidio (Garzanti), traduttore di classici come Ovidio, Marco Aurelio e Catullo, moderni come Emily Dickinson e contemporanei quali Virginia Woolf, Ted Hughes, W.H. Auden, e infine professore di letteratura italiana e comparata all’università di Oxford.

Il tempo è mezza mela raccoglie una quarantina di componimenti in rima che parlano del tempo moltiplicando i punti di vista, girandoci attorno come fosse una statua («Ho sempre creduto che girando intorno alla statua si vedano più cose della statua» scrive Gardini in Con Ovidio aggiungendo che conoscere è muovere gli occhi da un punto all’altro dello spazio, solo così può formarsi un’idea). Ecco dunque, con la semplicità di una filastrocca, chronos («Il tempo è l’arte di contare/ Le notti e i giorni dall’inizio / È dunque arte stellare...») ma anche kairòs («Il tempo qualche volta è un colibrì / Agita le ali avanti e indietro in fretta / Ma resta fermo come uno che aspetta / Poi all’improvviso è già saltato lì»). Ecco tempus - mai qui “tempo” è inteso come tempestas o caelum, condizione atmosferica - che ha la radice del verbo greco per “tagliare”: «fettina e non totale dell’eterno/ E “tempio” è un po’ lo stesso/ Nome in nome riflesso/ Come fratello nel volto fraterno/ Anche “tempio” significa frammento/ (...)/ pezzo in terra del grande firmamento». Frammenti che tornano anche nella poesia Storie, illustrata col soffione, e in Rima. Ecco la distentio animi di Plotino («Nel tempo mai nessuno è con sé solo» o nella poesia Onda,) e anche quella di Sant’Agostino (Il sonno) o la «valanga» della memoria di Bergson in Ombra («Ognuno ha il suo passato / Come l’albero ha l’ombra /Che si allunga la sera / Per quanto scancellato...». Ecco il genio di Proust in «Un libro in cui la gente / Si arrende alla memoria / E intatto nel presente / Svanita ogni distanza / Ritrova il suo passato / L’infanzia una vacanza / Un borgo frequentato... » dove «Il biscotto che mordi / Ha il dolce dei ricordi».

E ancora, leggendo ai pargoletti dell’aria che s’annera di Una sera arrivano loro echi di Dante («Tempo era già che l’aer s’annerava») e poi D’Annunzio e Montale. E naturalmente Ovidio, che è dappertutto, e Virgilio. Perché queste poesie sono un precipitato dei temi cari a Gardini, l’esplorazione dei confini, dei limiti, della trasformazione che si trova in romanzi come La vita non vissuta (Feltrinelli) e saggi come Con Ovidio; la curiosità per cosa dicono, cosa dicevano e cosa possono dire le parole («Lo sai che le parole / sono di tempo pezzi / come la luna e il sole») centrali in romanzi come Lo Sconosciuto (Sironi) e Le parole perdute di Amelia Lynd (Feltrinelli); il rapporto tra il frammento e il tutto e tra il detto e il non detto che troviamo nel saggio Lacuna (Einaudi) e che qui, come altrove, Gardini mette in pratica. Perché con queste poesie l’autore non spiega certo ogni cosa, ma sa creare le curiosità che poi la ruminante mente dei bambini potrà riempire con esiti sorprendenti e duraturi. Perché una poesia in fondo è anche una specie di indovinello i cui indizi scatenano tutte le facoltà del lettore, razionali ed emotive, coscienti ed incoscienti e lo conducono a una nuova, sempre nuova consapevolezza.

La ricchezza e la difficoltà dei riferimenti letterari e filosofici non deve spaventare: una delle qualità di questo autore - che scriva o dipinga - è il sapere dire in modo semplice e immediato le cose più difficili. Il tempo è mezza mela, che come si sarà capito è adatto a bambini di proprio tutte le età, si chiude citando il Pascoli di Nebbia («Nascondi le cose lontane / tu nebbia impalpabile e scialba...») per contraddirlo: «A me piacciono le cose lontane / Quel che rimane/ Di qualche tempo antico /Quel che non dico...» che, tra le altre cose, è un’altra appassionata e gioiosa dichiarazione d’amore per i classici con cui ha entusiasmato i lettori di Viva il latino (11 ristampe) e dell’ancor più bello Con Ovidio. Classici che hanno lasciato il segno. Bianca Pitzorno, amatissima aedo di generazioni di ragazzine e ragazzini, a proposito di Il tempo è mezza mela scrive: «Le poesie di Nicola Gardini sono così belle, così serene, eleganti ed equilibrate, cosi fondamentalmente “positive”, come sapevano esserlo solo i grandi classici di una volta: semplici e profonde, talvolta spiazzanti per il gioco di parole, ma capaci di ricomporre subito ogni rischio di disordine o contraddizione».

Nicola Gardini, Il tempo è mezza mela. Poesie per capire il mondo, Salani, pagg, 64, € 10, in libreria da giovedì prossimo. I disegni contenuti in questo volume e 50 dipinti ad olio sono esposti nella mostra Io non vivo in me ma fuori, che si tiene dal 26 al 28 gennaio ai Frigoriferi Milanesi durante il festival «Writers»

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