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Carlo I, magnifico collezionista

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Carlo I, magnifico collezionista

Anthony van Dyck, Charles I, 1635-6, oil on canvas, 84,4x 99,4 cm, RCIN 404420, Royal Collection Trust / © Her Majesty Queen Elizabeth II 2017
Anthony van Dyck, Charles I, 1635-6, oil on canvas, 84,4x 99,4 cm, RCIN 404420, Royal Collection Trust / © Her Majesty Queen Elizabeth II 2017

La Royal Academy inizia un anno di festeggiamenti per il suo 250esimo anniversario con una mostra degna di un Re. Dedicata al più infelice dei re inglesi, Carlo I, unico monarca inglese a essere giustiziato dai suoi sudditi nel 1649. La guerra civile però è uno sfondo remoto per la mostra Charles I: King and Collector, che apre questo fine settimana. Tutta l'attenzione è rivolta infatti al ruolo di grande collezionista e amante dell'arte di Carlo Stuart, che nel suo breve e tormentato regno riuscì a raccogliere duemila opere di grande pregio tra quadri, arazzi e sculture.

Dopo la sua morte e l'esilio della moglie e del figlio in Francia, la straordinaria collezione del Re fu in gran parte venduta dal Commonwealth di Oliver Cromwell e dispersa per l'Europa. La Royal Academy, in collaborazione con il Royal Collection Trust, riesce ora nell'ambiziosa missione di riunire almeno parte della collezione di Carlo I per la prima volta dal Diciassettesimo secolo: la mostra raccoglie 140 capolavori da Mantegna a Tiziano, da Holbein a Van Dyck, da Rubens a Correggio, da Velazquez a Bronzino.

Una mostra parallela alla Queen's Gallery a Buckingham Palace racconta la storia di come Carlo II appena diventato Re fece di tutto per riacquistare e ricreare la collezione d'arte del padre.

Carlo II ebbe un certo successo: 90 delle opere in mostra alla Royal Academy provengono dalla collezione della Regina, le altre dal Prado, dal Louvre e da numerose collezioni private. Il Re era un vero conoscitore dell'arte, e apprezzava sia i grandi del Rinascimento italiano che l'arte fiamminga e i pittori contemporanei. Ebbe la felice idea di scegliere Van Dyck come pittore di corte, e decine dei suoi ritratti del Re, della Regina Enrichetta Maria e dei loro figli mostrano la sua abilità di pittore in grado di aggiungere una nuova dimensione psicologica alla grandeur reale.

Il più straordinario è il triplice ritratto del re in tre posizioni diverse, di fronte, di profilo e di tre quarti, dipinto nel 1635 per permettere a Lorenzo Bernini di scolpire un busto di Carlo I, che non aveva mai visto. Il busto andò distrutto in un incendio, ma Bernini si tenne il quadro nel suo studio per molti anni.

Un altro contemporaneo con il quale Carlo stabilì un rapporto di ammirazione reciproca fu Rubens. Arrivato a Londra in veste di ambasciatore per tentare di raggiungere un accordo di pace tra Spagna e Inghilterra, Rubens durante il suo soggiorno dipinse per il Re il quadro allegorico “Pace e Guerra”, in mostra. Prima di ripartire, l'artista dichiarò che Carlo era “il più grande amante della pittura tra i principi del mondo”.

Folgorato da un visita alla Corte reale spagnola nel 1623, prima di salire al trono, Carlo tornò carico di quadri e deciso ad acquistarne molti altri per creare una collezione pari a quella dei reali spagnoli o francese. La moglie Enrichetta Maria, figlia di Maria de' Medici e cresciuta in mezzo ai capolavori, lo aiutò nell'impresa, dando consigli e tenendo contatti con gli artisti. Il Re sguinzagliò anche in giro per l'Europa suoi fidati agenti con il compito di trovare grandi quadri e comprarli.

Il suo successo maggiore fu dovuto al declino dei Gonzaga: i duchi di Mantova, bisognosi di soldi per saldare i debiti, accettarono di vendere la loro straordinaria collezione a Carlo. Fu così che arrivarono a Londra capolavori di Correggio, Leonardo e Raffaello, oltre alla “Cena a Emmaus” di Tiziano, e al “Trionfo di Cesare” di Mantegna – la sala più grande della Royal Academy è dedicata alle nove grandi tele, in prestito da Hampton Court. In un'altra grande sala sono appesi gli immensi arazzi basati sui Cartoni di Raffaello, che erano stati acquistati da Carlo prima ancora di diventare re.

La ricostruzione del “Gabinetto del Re”, zeppo di quadri, oggetti, piccole sculture, monete, miniature, disegni, stampe, rivela quanto fosse eclettico e sofisticato il gusto di Carlo, con un quadro di Rubens accanto a un disegno di Holbein, una statua di marmo romana accanto a un meraviglioso ritratto di Rembrandt di sua madre anziana. La Regina Enrichetta Maria, invece, scelse Orazio Gentileschi per adornare il suo palazzo-gioiello, la Queen's House a Greenwich.

Nel gennaio 1649 Carlo I, condannato a morte, fu portato al patibolo a Whitehall, proprio di fronte a Banqueting House: l'ultima cosa che vide furono i soffitti affrescati da Rubens, che lui stesso aveva commissionato vent'anni prima. Questa mostra ricca di capolavori ricorda il lato migliore del re: il suo amore per l'arte.

Charles I: King and Collector, 27 gennaio-15 aprile 2018, Royal Academy of Arts, London, sponsorizzata da BNY Mellon
www.royalacademy.org.uk

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