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Morto Bibi Ballandi, manager di Fiorello e signore della Tv italiana

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aveva 71 anni

Morto Bibi Ballandi, manager di Fiorello e signore della Tv italiana

Bibi Ballandi  con Fiorello (Ansa)
Bibi Ballandi con Fiorello (Ansa)

Dalla musica alla televisione. Un percorso che hanno seguito molti manager e produttori partiti tra gli anni Sessanta e i Settanta e «arrivati» tra gli Ottanta e i Novanta. Lui lo ha fatto a modo suo, assecondando l’intuito, curando le relazioni umane prima che quelle professionali, mettendoci dentro tanto, tantissimo mestiere. All’età di 71 anni se n’è andato Bibi Ballandi, uno dei grandi signori della Tv italiana, manager e produttore con un roster di artisti capace di spaziare da Fiorello ad Antonella Clerici. È scomparso a Imola, dove era ricoverato da tempo.
Tra il 2005 e il 2011 era stato malato di tumore, esperienza da lui stesso raccontata che tuttavia non ne aveva compromesso le attività. Sui social network si moltiplicano i messaggi di cordoglio di quanti hanno lavorato con lui.

A cominciare dal più rappresentativo: Rosario Fiorello. «Questa sera #ilrosariodella sera su @radiodeejay non andrà in onda. Neanche domani. Bibi Ballandi è volato in cielo. Profondo dolore», ha scritto su Twitter lo showman reduce dal successo al Festival di Sanremo. Gli fanno eco le parole di Antonella Clerici. «Ciao Bibi. Non dimenticherò il tuo buonumore, la tua emilianità, i tuoi saggi proverbi e parole e i nostri successi con i bambini di “Ti lascio una canzone”, tanti anni insieme, - scrive la conduttrice sempre su Twitter - so che mi guarderai da lassù mangiando un piatto di tortellini della Lella». Interviene anche il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini che definisce Ballandi «un grande uomo. Generoso, forte, pieno di valori, ha scoperto e valorizzato decine di talenti.
Per me - scrive su Twitter Franceschini - anche un amico. Con lui se ne va un pezzo di storia dello spettacolo e della canzone italiana». Milly Carlucci, altra sua artista, lo ha scoperto in diretta, durante la puntata odierna di «Unomattina». E si è accasciata sullo sgabello sul quale era seduta, visibilmente scossa.

L’emilianità era un tratto distintivo di Ballandi, nato a Bologna nel 1946 da un ex tassista che aveva preso a svolgere l’attività di accompagnatore di cantati e complessi locali. Diploma di terza media e tanta gavetta, la musica è l’ambiente nel quale Ballandi muove i primi passi: negli anni Sessanta infila collaborazioni con Al Bano, Caterina Caselli, Little Tony e persino Mina, mentre nei Settanta, con la sua innata capacità di fiutare i tempi che cambiano, vira verso la scena cantautorale, lavorando tra gli altri con Lucio Dalla, Francesco De Gregori e Fabrizio De André.

Il futuro dello spettacolo, all’epoca, è rappresentato dalla televisione e Ballandi lo declina a modo suo, instaurando un rapporto privilegiato con la Rai a partire dal 1979. Anno molto importante della sua carriera sarà il 1983, quando co-fonda la discoteca Bandiera Gialla di Rimini ma soprattutto mette in piedi la società di produzione Ballandi Multimedia, con quartier generale sempre nella città malatestiana. I successi non si contano: dagli speciali televisivi con Renato Zero («Tutti gli Zero del mondo») e Adriano Celentano («125 milioni di caz. te») ai format blockbuster con la Clerici «Ti lascio una canzone», fino al caso «Ballando con le stelle» che incorona Milly Carlucci regina del sabato sera. Tra le sue ultime produzioni «Stasera CasaMika», «Laura & Paola» con Laura Pausini e Paola Cortellesi, lo show di Capodanno con Roberto Bolle «Danza con me» e i documentari per Sky Arte realizzati sotto l’effige della controllata Ballandi Arts. Insieme con con Beppe Caschetto e Lucio Presta, è stato una figura centrale dell’italico show-biz televisivo. Con una dote in più: mai un attacco, una polemica, una parola di troppo contro quanti hanno lavorato con lui e lo hanno lasciato per approdare ad altri lidi. Un «signore» della Tv anche in quel senso.

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