Domenica

Joaquin Phoenix magistrale in «A Beautiful Day»

  • Abbonati
  • Accedi
cinema

Joaquin Phoenix magistrale in «A Beautiful Day»

Una grande prova d'attore è protagonista del weekend in sala: Joaquin Phoenix è intenso più che mai in «A Beautiful Day» di Lynne Ramsay, uno dei film più attesi della settimana.

L'attore americano veste i panni di un tormentato veterano di guerra, che vive con l'anziana madre ed è vittima dei fantasmi del suo passato. Impegnato nella lotta contro il traffico sessuale, proverà a salvare una ragazzina dalla prostituzione ma finirà per innescare una pericolosa spirale di violenza.

Tratto da un romanzo di Jonathan Ames, «A Beautiful Day» è un'opera irrisolta ma affascinante, che fatica a far quadrare i conti nel finale ma che propone diversi spunti su cui riflettere durante la visione.

Nota per aver diretto il film «…e ora parliamo di Kevin», Lynne Ramsay conferma il suo talento visivo mentre dimostra qualche limite di troppo sul versante narrativo a causa di alcune ridondanze e di passaggi visibilmente altalenanti.

Menzione più che positiva per le notevoli partiture musicali di Jonny Greenwood, chitarrista dei Radiohead che da diversi anni crea colonne sonore per il cinema: tra le sue più recenti svetta quella, magnifica, per «Il filo nascosto» di Paul Thomas Anderson.

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2017, «A Beautiful Day» ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura (decisamente generoso) e quello, meritatissimo, per la miglior interpretazione maschile a Joaquin Phoenix.

Molto meno interessante è «Eva» di Benoît Jacquot, nuovo adattamento del romanzo di James Hadley Chase, già portato sul grande schermo da Joseph Losey nel 1961 con protagonista Jeanne Moreau.

Al centro c'è la storia di un giovane drammaturgo (immeritatamente osannato per una pièce in realtà non scritta da lui) che s'innamora di una prostituta d'alto bordo, Eva, di diversi anni più vecchia. La relazione con quest'ultima causerà tragiche conseguenze.La vicenda narrata non riesce ad appassionare, anche a causa di uno stile poco curato e spesso sopra le righe: nonostante la protagonista, Isabelle Huppert, sia un nome di tutto rispetto, la sua presenza non riesce a evitare che la pellicola scada sempre più con il passare dei minuti senza lasciare nulla da ricordare allo spettatore. Anche il finale è davvero da dimenticare.

© Riproduzione riservata