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I New Order «diventano» visual arts

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musica dal vivo

I New Order «diventano» visual arts

I New Order impegnati nel progetto visual con Liam Gillick
I New Order impegnati nel progetto visual con Liam Gillick

Primo: sperimentare. Questo il «comandamento» a partire dal quale orientarsi quando ci si muove sulla scena, almeno secondo quegli artisti che, negli anni, non hanno mai abdicato di fronte alla sfida della ricerca di nuovi linguaggi. Nell’eletta schiera meritano sicuramente una menzione i New Order, band nata nel 1980 dalle ceneri dei leggendari Joy Division ritenuti uno dei più importanti e influenti gruppi degli ultimi 30 anni.
Proprio all’insegna della sperimentazione più spinta, sabato 5 maggio, approdano all’Officina Grandi Riparazioni di Torino per uno show unico nel suo genere, coprodotto dal Manchester International Festival, Wiener Festwochen e dalla stessa Ogr. Il titolo? Piuttosto criptico: ∑(No,12k,Lg,18Ogr) New Order + Liam Gillick: So it goes... Accanto a Bernard Summer e soci ci saranno infatti il visual artist Liam Gillick, nel curriculum mostre personali al Tate Britain di Londra e al Moma di New York, e il compositore e arrangiatore Joe Duddell. Per l’occasione il gruppo ha «decostruito», ripensato e ricostruito materiale proveniente da tutta la propria carriera per riproporlo accompagnato da un ensemble di 12 synthesizer. A Gillick il compito di trasformare la venue torinese in un ambiente immersivo, in grado di «reagire» dinamicamente alla musica. Lasciate ogni speranza, o voi che siete senza biglietto: il concerto-happening di Torino è già sold out da mesi.

L’«Evolution» di Anastacia
La settimana della musica dal vivo, in ogni caso, propone anche appuntamenti pop degni di nota. È per esempio in tour alle nostre latitutidi l’icona white soul Anastacia, reduce dalla pubblicazione, a settembre scorso, dell’album Evolution. Sarà al Gran Teatro Morato di Brescia (6 maggio), all’Auditorium di Roma (7 maggio), all’Europauditorium di Bologna (9 maggio) e al Linear Ciak di Milano (10 maggio). L’ex One Direction Niall Horan che l’anno scorso ha esordito da solista con l’album Flicker, domenica 6 maggio si esibisce invece all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno.

Il folk di Asaf Avidan
Se, in quanto a passioni musicali, frequentate territori che hanno a che fare con folk e blues, occhio a The Study on Falling, tour solista del performer israeliano Asaf Avidan, quello del tormentone Reckoning Song (One Day). Lo vedremo a Milano, all’Auditorium della Fondazione Cariplo (5 maggio), e al Teatro Rossini di Pesaro (6 maggio). Sarah Jane Morris, invece, in coppia con il chitarrista Antonio Forcione tocca il Teatro Sociale di Ravenna (9 maggio). Bella abbondante la porzione di jazz che bolle in pentola.

Dai Manhattan Tranfer a Tuck & Patti
Lunga parentesi italiana, per esempio, per i Manhattan Transfer di scena al Teatro Dante Alighieri di Ravenna (10 maggio), al Blue Note di Milano (dal 12 al 13 maggio) e quindi al Comunale di Vicenza (18 maggio). Al Teatro Politeama di Prato, il 5 maggio, in occasione della seconda edizione del Festival Mediterraneo Downtown divideranno il palco Trilok Gurtu, Paolo Fresu e Omar Sosa, tre interpreti unici e differenti insieme per uno speciale progetto che combina elementi musicali tradizionali e moderni, provenienti da India, Italia e Cuba. In ultimo, se vi piacciono ambientazioni raffinate e minimaliste, concedetevi il duo chitarra voce Tuck & Patti, diviso tra il Chiostro della Biblioteca di Pordenone (8 maggio), ancora il Blue Note di Milano (10 e 11 maggio) e Teramo (piazza dei Martiri, 12 maggio).

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