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Sexgate a Stoccolma: il Nobel 2018 per la letteratura non sarà…

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L’annuncio dell’accademia svedese

Sexgate a Stoccolma: il Nobel 2018 per la letteratura non sarà assegnato

Se, come sanno bene gli amanti delle lettere, c’è del marcio in Danimarca, Stoccolma non è certo da meno: il sexgate abbattutosi sull’Accademia svedese ha portato alla storica decisione di non assegnare il Premio Nobel 2018 per la letteratura. In compenso, si dovrebbe recuperare l’anno prossimo, con due letterati insigniti. Non succedeva da 75 anni.

Fatale fu lo scandalo che ha travolto il fotografo francese Jean-Claude Arnault, marito della poetessa e accademica Katarina Frostenson, accusato di violenza sessuale. Una decisione dolorosa, assunta in considerazione della «ridotta fiducia del pubblico nei confronti dell’Accademia». I cui membri, secondo Anders Olsson, segretario ad interim, «sono in tutta ovvietà pienamente consapevoli del fatto che l’attuale crisi di fiducia richieda un lavoro forte e a lungo termine per il cambiamento. Riteniamo necessario dedicare del tempo al ripristino della fiducia del pubblico nell’Accademia prima di poter annunciare il prossimo vincitore. Questo per rispetto verso i premi di letteratura precedenti e futuri, verso la Fondazione Nobel e verso il grande pubblico».

Lo «scomodo» signor Arnault
Il caso è in un certo senso figlio del movimento #MeToo sorto in autunno a Hollywood contro il produttore molestatore Harvey Weinstein. Dopo che a novembre le accuse verso Arnault sono state rese pubbliche, tre membri su 18 della giuria che seleziona il vincitore si sono dimessi per protesta contro la decisione di non espellere la «collega» Frostenson. Di Arnault si è anche detto che avrebbe lasciato trapelare, in sette occasioni, i nomi dei vincitori prima dell’ufficialità. Una vicenda che in quel di Stoccolma ha scatenato una specie di terremoto, tra membri dell’Accademia che polemizzano a mezzo stampa, la segretaria permanente dell’Accademia Sara Danius costretta a dimettersi e proteste diffuse che, dalla Scandinavia, hanno fatto il giro del mondo.

L’accademica Katarina Frostenson con il marito Jean-Claude Arnault (Ap)

Cambia lo statuto dell’Accademia
Un terremoto dalle conseguenze epocali: l’appartenenza all’Accademia, istituita nel 1786 da re Gustavo III, com’è noto è a vita. Il che comporta che, in caso di dimissioni, il seggio dell’accademico dimissionario resta vuoto fino alla di lui dipartita. Per far fronte alla crisi, re Carlo XVI Gustavo ha annunciato che avrebbe modificato lo statuto dell’Accademia, consentendo la nomina di nuovi membri in sostituzione di quelli dimissionari. La Fondazione Nobel ha fatto sapere di aver intrattenuto nelle scorse settimane un «dialogo continuo» con l’Accademia svedese e di aver sostenuto la decisione di rinviare il premio perché, «quando si verifica una situazione così grave, la decisione di assegnare un premio non può essere percepita come credibile».

Assegnazioni regolari per le altre categorie
Secondo il membro del consiglio della Fondazione Carl-Henrik Heldin, «la crisi dell’Accademia svedese ha avuto ripercussioni negative sul premio. La decisione intrapresa sottolinea la gravità della situazione e contribuirà a salvaguardare la reputazione a lungo termine del premio Nobel. Nulla di tutto ciò influisce sull’assegnazione dei premi Nobel 2018 ad altre categorie». Adesso ci si aspetta che «l’Accademia faccia tutto il possibile» al fine di «ristabilire la sua credibilità». I membri presenti e futuri saranno chiamati a mostrare «una maggiore apertura verso il mondo esterno».

Le logiche «antiche» del premio più nobile
I meccanismi che regolano l’assegnazione del premio intitolato ad Alfred Nobel sono stati a lungo coperti dalla più profonda segretezza. Si sa che a febbraio i membri dell’Accademia esaminano circa 200 nomination, elaborando una rosa di candidati entro maggio e poi «stringendo» a cinque papabili nel corso dell’estate. Dall’esordio datato 1901, soltanto in sei precedenti occasioni il Nobel non era stato assegnato: nelle edizioni 1914, 1918, 1935, 1940, 1941, 1942 e 1943. Prima e seconda guerra mondiale portarono alla sospensione, mentre non è mai stato reso noto il motivo per cui non ci fu l’assegnazione del 1935. Gli statuti dell’Accademia prevedono che «qualora nessuna delle opere risulti di particolare rilevanza» il premio in denaro «sarà riservato fino all’anno successivo».

Fo e Dylan, quando la «letteratura» fa discutere
Per una strana coincidenza, a far discutere è sempre il premio per la letteratura. Com’era successo nel 1997 con l’assegnazione al «teatrante» Dario Fo e ancora di più nel 2016 con il menestrello del folk Bob Dylan. Un poeta che scrive canzoni piuttosto che libri, non si rende reperibile all’indomani dell’annuncio e non si presenta alla cerimonia di consegna, mandando in sua vece Patti Smith. Una scelta clamorosa da parte dell’Accademia di Svezia che, già due anni fa, restituiva l’immagine di un’istituzione antica che, a suo modo, stava provando a investire sul cambiamento. Tutto questo prima del diluvio. O, come direbbe lo stesso Dylan, Before the Flood.

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