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«Wildlife», il toccante esordio alla regia di Paul Dano a Cannes

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festival del cinema

«Wildlife», il toccante esordio alla regia di Paul Dano a Cannes

Dopo aver stupito tutti al Sundance Film Festival, arriva a Cannes il toccante «Wildlife», esordio alla regia di Paul Dano, celebre attore americano noto per aver lavorato in film come «Little Miss Sunshine», «Il petroliere» o il più recente «Okja».

Scelto come titolo d'apertura della sezione della Semaine de la Critique, il film è ambientato negli anni Sessanta e ha come protagonista Joe, un adolescente particolarmente sensibile che vede naufragare la relazione tra i suoi genitori. Joe sarà costretto a diventare adulto prima del tempo, mentre la madre troverà l'amore tra le braccia di un altro uomo.

Era da diversi anni che Paul Dano voleva passare dietro la macchina da presa e l'ha fatto prendendo ispirazione dall'omonimo e potente romanzo di Richard Ford del 1990.

Scegliendo di offrire allo spettatore il punto di vista del giovane protagonista, Dano trova una strada originale per parlare di un tema, la crisi coniugale, molto abusato sul grande schermo, riuscendo con il suo sguardo registico a risultare incisivo e delicato allo stesso tempo.

Nonostante si tratti della sua prima prova dietro la macchina da presa, il neoregista dimostra già buone abilità, optando per uno stile sobrio ed essenziale, senza mai calcare la mano per voler essere lui il protagonista della storia che racconta.

Anche la ricostruzione d'epoca è efficace e, nonostante qualche passaggio più incerto nella parte centrale, la pellicola risulta complessivamente solida e coinvolgente, dotata di una buona scrittura (Dano ha firmato la sceneggiatura insieme alla collega e compagna Zoe Kazan, nipote del celebre Elia) e di dialoghi capaci di rimanere impressi al termine della visione.

Dano ha imparato il mestiere recitando per grandi autori (da Paul Thomas Anderson a Denis Villeneuve, passando per Paolo Sorrentino in «Youth – La giovinezza») e si vede: ancora qualcosa a livello di messinscena è da affinare, ma le premesse per un'importante carriera registica ci sono tutte.

Una menzione speciale va anche a un cast in gran forma, composto da nomi importanti come Jake Gyllenhaal e Carey Mulligan, nei panni dei genitori del giovane Joe: quest'ultimo è stato egregiamente interpretato dall'australiano Ed Oxenbuld, sedicenne già visto in «The Visit» di M. Night Shyamalan.

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