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«The Equalizer 2» con Denzel Washington giustiziere che non perdona

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«The Equalizer 2» con Denzel Washington giustiziere che non perdona

Anche per Denzel Washington è arrivato il momento di lavorare in un sequel: per la prima volta in scena con un «capitolo 2», l’attore americano è protagonista del weekend in sala con «The Equalizer 2» diretto da Antoine Fuqua. Dopo i fatti raccontati nel film del 2014, l’ex agente segreto Robert McCall si guadagna da vivere facendo l'autista. La sua più cara amica, Susan, viene incaricata delle indagini di un fatto importante, ma quando rimarrà uccisa in una trappola sarà Robert a dover tornare in azione. Quarta collaborazione tra Fuqua e Washington (oltre ai due «The Equalizer», hanno lavorato insieme in «Training Day» e ne «I magnifici 7»), il film è un classico action-movie che parla di vendetta e di un giustiziere disposto a tutto pur di far valere le sue ragioni.

Rispetto al precedente, c'è un maggior approfondimento psicologico sul personaggio principale, anche se la trama eccessivamente convenzionale toglie spessore all'intero copione firmato da Richard Wenk (da ricordare che il film del 2014 era un adattamento della serie tv degli anni Ottanta «Un giustiziere a New York»).
Il film si lascia seguire in modo godibile, anche se per apprezzarlo non bisogna avere troppe pretese ed essere pronti a colpi di scena piuttosto prevedibili. Il ritmo, però, sale di livello nella seconda parte e anche Fuqua ha modo di orchestrare efficacemente le sequenze più dinamiche, grazie a un apprezzabile lavoro sul montaggio visivo e sonoro.

Forse il risultato è leggermente migliore rispetto al film precedente, ma rimangono comunque molti limiti per un'operazione che non svetta di sicuro per personalità.

Nettamente superiore è «Un affare di famiglia», bellissimo film del giapponese Hirokazu Kore-Eda che ha vinto la Palma d'oro all'ultimo Festival di Cannes.
Al centro c'è una “famiglia” decisamente sui generis, composta da persone senza legami di parentela e in cui i più giovani contribuiscono al sostentamento compiendo dei piccoli furti nei negozi.
Autore dotato di un tocco delicato ed elegante, Kore-Eda firma una delle sue pellicole migliori con questo raffinato lungometraggio che fa riflettere sui legami familiari (che siano di sangue o meno) e sui rapporti tra adulti e bambini.
Grazie a una messinscena sempre attenta alle scelte che mette in campo, il film procede senza intoppi per tutta la sua durata, dotato di una fotografia eccellente e di un gruppo di attori in stato di grazia.

Sono diverse le sequenze particolarmente tenere e degne di nota, ma il finale arriva addirittura a commuovere con una serie di inquadrature semplici ma particolarmente incisive. Un film assolutamente da non perdere.

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