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Cento terzine per cento giorni: la Divina Commedia vola su Twitter

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#tempodiDante

Cento terzine per cento giorni: la Divina Commedia vola su Twitter

Dante Alighieri (Marka)
Dante Alighieri (Marka)

Dallo scorso 23 settembre c'è un cinguettio in rete che recita in terzine dantesche. Arriva dall'Argentina e a lanciarlo in Italia sono due giovanissimi appassionati. Loro si chiamano Luana Di Dio e Jacopo Parodi, la prima studentessa di Lettere Antiche a Firenze, il secondo di Lettere moderne alla Normale. A farli incontrare la Divina Commedia di Dante Alighieri, amici/avversari in tenzoni a colpi di versi in giro per l'Italia. Lei, fedelissima all’anima classica del poeta fiorentino, lui convinto che per onorarlo bisogna «tradirlo, passando dal disagio interiore dei poeti contemporanei».

Ora insieme appassionati al punto da lanciare l'hashtag #tempodiDante: per 100 giorni, 100 terzine dalla voce di Sermonti. Il progetto che si concluderà il 31 dicembre sarà presentato pubblicamente a Book Pride Genova che si svolgerà da venerdì 28 a domenica 30. La Fiera Nazionale dell'editoria indipendente organizzata da Odei - Osservatorio degli Editori Indipendenti, giunta la scorsa primavera alla quarta edizione a Milano e che ora torna per il secondo anno, in veste autunnale anche a Genova: decine gli appuntamenti a Palazzo Ducale, presenti 80 case editrici. In continuità con l'edizione milanese il tema sarà sempre “Tutti i viventi”, medesima la direzione creativa (Giorgio Vasta con Alessandro Gazoia, Marco Ghezzi, Alice Spano).

Il programma di Book Pride a Genova
Tra gli eventi che saranno presentati sabato ci sarà appunto anche la maratona dantesca a colpi di tweet, che si lega al lancio delle tre cantiche Inferno, Purgatorio, Paradiso, lette e commentate da Vittorio Sermonti, tre audiolibro pubblicati da Emons. Idealmente, Sermonti avvierà la lettura, il resto toccherà alla comunità virtuale. Sermonti, cioè, lascerà il testimone a Luana e Jacopo. E in questa staffetta sta il prodigio: era infatti l'estate del 1940 quando un ragazzo di undici anni ascolta il padre che leggeva e spiegava ai fratelli maggiori l’Inferno di Dante; le due estati seguenti toccò a Purgatorio e Paradiso. Quel ragazzo era Vittorio Sermonti: l'uomo che avrebbe consentito a «qualunque italiano – scrisse Gianfranco Contini - dotato di cultura media, intelligenza e un po' di passione di ripercorrere il più gran libro scritto in italiano senza interrompere continuamente l'avventura per approvvigionarsi di notizie, delucidazioni e varianti nei battiscopa di note… un'operazione benemerita che ha un significato “politico” in senso generale, enorme».

E lo stesso spirito sebra ora prendere nuova forza grazie all'hashtag #tempodiDante. «Il progetto – racconta Luana – ha una storia lunga, nasce in Argentina dall'idea del professor Pablo Maurette, che il 1° gennaio di quest'anno ha cominciato a condividere una terzina al giorno per cento giorni». Un progetto subito decollato e che ha trovato un amplissimo consenso. La ripresa italiana nasce dopo l’incontro a Ravenna tra Maurette e Ludovica Ripa di Meana, vedova di Sermonti. Quindi il coinvolgimento di «Jacopo e dopo anche il mio», racconta Luana. Perché «O voi che siete due dentro ad un foco…».

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