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Musica, crescono le vendite di strumenti a fiato e pianoforti acustici

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giro d’affari di 550 milioni di euro in italia

Musica, crescono le vendite di strumenti a fiato e pianoforti acustici

Un mercato da 550 milioni di euro. È la stima del mercato musicale italiano contenuta nell’Osservatorio 2018 di Dismamusica, l'Associazione aderente al Sistema Confcommercio che rappresenta costruttori, distributori, rivenditori ed editori musicali italiani, che è stato reso noto a Cremona musica l'annuale fiera degli strumenti musicali che si svolge nella città lombarda e che si è svolto dal 28 al 30 settembre.
L’appuntamento cremonese rappresenta sempre un momento importante sia per i venditori che per la città: molti liutai cittadini infatti preferiscono organizzare degli eventi presso le proprie botteghe in città. Un’iniziativa nata in fronda alla manifestazione che si svolge al centro fieristico, ma che ormai è un complemento importante. Per dare l'idea di cosa sia Cremona Musica, basti pensare che alla manifestazione hanno preso parte 320 espositori di cui il 52 per cento è venuto dall'estero, che hanno esposto oltre 5mila prodotti. Ci sono stati nel corso della manifestazione circa 160 eventi con circa 400 artisti coinvolti.

La manifestazione “fulcro” della tre giorni cremonese è sicuramente Mondomusica, la sezione dedicata agli strumenti ad arco. Un appuntamento molto amato da visitatori ed espositori stranieri. Quest'anno è stato sicuramente molto forte la presenza di liutai ed archettai cinesi.

Il rapporto, commissionato al Cersi, il Centro ricerca per lo sviluppo imprenditoriale dell'Università Cattolica di Cremona, e realizzato grazie al contributo della Camera di Commercio, ha messo in evidenza l'andamento del mercato nel 2017. E i primi dati raccolti sul 2018 sembrano confermare una tendenza alla stabilità di questo mercato, che appunto nel 2017 già era lievemente cresciuto: un più 0,77 per cento, che comunque non tiene il passo con la pure modesta crescita del Pil, che nello stesso anno è stata dell'1,5 per cento.

Il rapporto ha esaminato l'andamento di 25 famiglie di strumenti musicali, oltre alle pubblicazioni del settore. E' il caso di dire che gli italiani hanno dato fiato alle trombe, visto che sono stati gli strumenti a fiato a fare da traino al settore con un incremento del 18,42%, seguiti dai pianoforti acustici in rialzo del 14,80%. Buoni risultati anche per il comparto dell'amplificazione del suono in progresso del 5,36% e le edizioni con un più 4,53%. A frenare la crescita del mercato, spiega il rapporto, le chitarre elettriche con un meno 13,23%, gli accessori, di solito un comparto “difensivo”, che arretrano del 5,59%, male anche gli strumenti a percussione in calo del 4,32%.

Fatturati in crescita
Quanto alle vendite, da un ampio campione di 94 rivenditori distribuiti in tutta la Penisola, è emerso che la maggioranza di loro, pari al 53,76%, dichiara di aver registrato fatturati stabili o in crescita, mentre il 46,24% ha dichiarato una diminuzione dei ricavi.

«Il mercato degli strumenti musicali in Italia soffre del fatto che lo studio della musica come materia obbligatoria nelle scuole fatica ad affermarsi. Di recente si nota una maggiore sensibilità delle nuove generazioni di genitori, che promuovono l'avvicinamento dei figli alla musica non solo attraverso la scuola pubblica, ma anche attraverso le scuole private», afferma Antonio Monzino, presidente di Dismamusica. E aggiunge: «La collaborazione con Cremona è importante perché la città rappresenta un'eccellenza per la liuteria in tutto il mondo, sia per gli strumenti storici che per quelli attuali. Ci auguriamo che questo possa portare a una crescita di tutto il settore». E il presidente della Camera di commercio di Cremona, Gian Domenico Auricchio, ricorda: «Si tratta di un comparto manifatturiero che si caratterizza per produzioni prevalentemente artigianali di assoluta eccellenza, per lo più sconosciute ai non addetti ai lavori, e che si qualifica per l'elevata propensione all'export. Un'eccellenza che alimenta l'idea di eleganza e di elevata qualità che si associa nel mondo all'italian style ma che ha subito gli effetti della crisi e che necessita di azioni di sostegno efficaci, finalizzate alle reali esigenze delle micro e piccole imprese del settore».

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