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Accelerazioni pericolose

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fotografia

Accelerazioni pericolose

La velocità come motore primo di un mondo dove gli scambi, quelli finanziari ma anche quelli sociali, sembrano correre senza alcuna meta che non sia il solo profitto. Tutto è accelerato, tutto si muove in una vertigine che perde di vista gli ultimi, che sono uomini e non merci. E guai a cercare di fuggire, le migrazioni sono un pericolo da vietare e limitare. Con buona pace della più che umana pietas e non solo.
In occasione dei 5 anni di apertura dell'omonimo Centro culturale multifunzionale, la Fondazione Mast espone una selezione di opere dalla propria collezione di fotografie e immagini in movimento sul tema Industria e Lavoro.

Oltre 250 immagini storiche e contemporanee di 65 artisti di tutto il mondo mostrano la genialità e l'energia che negli ultimi due secoli hanno spinto gli uomini a progettare mezzi e infrastrutture per muovere merci, persone e dati.
Questa mostra convintamente ossimorica , curata Urs Sthael, e allestita negli spazi espositivi della PhotoGallery, propone una riflessione, a più voci, sul tema della velocità che caratterizza l'attuale società globale. A simboleggiare questo moto, è il più “perenne” dei significanti, il pendolo.
Tra i 65 fotografi presenti si segnalano lavori di Gabriele Basilico, Luca Campigotto, Mario De Biasi, Robert Doisneau, Vincent Fournier, David Goldblatt, Jacqueline Hassink, Lewis Hine, Rudolf Holtappel, Emil Hoppé, Mimmo Jodice, Peter Keetman, Dorothea Lange, Helen Levitt, Winston Link, Don McCullin, Tina Modotti, Ugo Mulas, Alexey Titarenko, Jakob Tuggener.

Spiega il curatore Urs Stahel: “Da decenni si continua ad aumentare il ritmo e la velocità: la crescente accelerazione dei processi economici e sociali è iniziata ai primordi della rivoluzione industriale fino a toccare oggi livelli vertiginosi. Il solo fenomeno che ci spinge a rallentare il passo, a cercare persino di fermare tutto, è quello delle migrazioni. Le uniche barriere esistenti sono quelle che frenano i perdenti locali e globali della modernità.” Alla selezione di foto in mostra il compito di illustrare le energie contrastanti e diametralmente opposte che si sprigionano da questi due fenomeni: da una parte la forza prorompente dei motori, l'enorme accelerazione, i mezzi di trasporto trasformati in feticcio del nostro tempo e dall'altra il rallentamento, la brusca, violenta frenata, il blocco dei flussi di persone che migrano.

Pendulum, merci e persone in movimento, immagini dalla collezione di Fondazione Mast, Mast Gallery, Bologna, fino al 13 gennaio 2019

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