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Banksy scrive grandi canzoni (e tifa Napoli): 2 o 3 indizi che lo…

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L’identità segreta dell’artista da 1,2 milioni

Banksy scrive grandi canzoni (e tifa Napoli): 2 o 3 indizi che lo provano

Siate sinceri. Quando da Sotheby’s la ormai leggendaria Bambina con il palloncino di Banksy si è autodistrutta subito dopo essere stata battuta all’asta per 1,2 milioni di dollari la gran parte di voi avrà gridato: «Questo Banksy è un maledettissimo genio». Un’altra parte di voi, più circoscritta, avrà forse citato il duo Modugno-Pazzaglia: «Sulo a Napule ’0 sanne fa’/ e nisciuno se spiega pecché/ è na vera specialità». Stereotipi o no, tocca ammettere che l’operazione - almeno stilisticamente - suona attribuibile a un artista originario di Napoli. E se qualcuno vi dicesse che Banksy è davvero di origini napoletane?

Banksy, chi era costui
Ebbene, gli ultimi background check sul conto del misterioso artista britannico che ha elevato i graffiti a forma assoluta di espressione, sulla scia dei vari Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, guardano in direzione di Robert Del Naja, altrimenti noto come 3D, membro fondatore dei Massive Attack, band di punta della scena trip hop di Bristol che andava per la maggiore negli anni Novanta. Cosa c’entra con Napoli? C’entra eccome: Del Naja è inglese ma di seconda generazione, suo padre era italiano, da Napoli si imbarcò per Brighton nei primi anni Sessanta per poi stabilirsi a Bristol. Il musicista ha ancora parenti sotto il Vesuvio e non ha mai perso il legame con la città.

Robert Del Naja, membro fondatore dei Massive Attack: forse è Banksy, di sicuro è di origini napoletane (Ap)

Alé trip hop!
E neanche con la società sportiva calcio Napoli di cui continua a dirsi grande tifoso: «Non ho scelto io. La mia famiglia è campana e amo Napoli», dichiarò qualche anno fa motivando la sua passione calcistica. «Quando sono venuto la prima volta a trovare i miei parenti, ho visto la partita di calcio. Il Napoli era una grande squadra e sono andato direttamente allo stadio San Paolo perché era il modo migliore per conoscere la città. Il calcio ha la caratteristica di lasciar trasparire in maniera immediata l’anima di una popolazione, come celebra gli avvenimenti e esprime le proprie emozioni. Sono rimasto impressionato dai colori e dalla passione che hanno conquistato il mio cuore». Una passione che non passa: non è cosa insolita vedere Del Naja al San Paolo, così come negli stadi inglesi quando gli azzurri hanno impegni di Champions League Oltremanica. Né mancano testimonianze fotografiche della sua fede pallonara: su tutte l’immagine in cui, in compagnia di Raiz degli Almamegretta, celebra il 3-1 sul Chelsea. Alé trip hop!

Gli otto indizi che uniscono Banksy a Del Naja
Cosa c’entra Del Naja con Banksy? Sull’argomento, negli ultimi anni, si sono a lungo diffusi prestigiosi quotidiani come Daily Mail e Independent. Quest’ultimo individuò addirittura otto indizi a supporto della tesi che vuole il musicista elettronico dietro la maschera del misterioso graffitaro. Nell’ordine: Del Naja è di Bristol, città nella quale sono apparsi i primi graffity di Banksy; sono entrambi street artist, hanno stili diversi e, per questo, Del Naja avrebbe scelto di optare per una «tag» diversa andando a esplorare nuovi temi e nuove soluzioni; sono amici; frequentano gli stessi giri; esiste un collegamento tra le date dal vivo dei Massive Attack e le città in cui appaiono i graffiti di Banksy; l’artista ha «usato» le musiche della band; l’artista cita la band tra le proprie fonti d’ispirazione; fatale lo scivolone col quale, un anno fa, il dj Goldie (amico di Del Naja e del fantomatico Banksy) si riferiva a Banksy chiamandolo Robert. Come Del Naja, per l’appunto.

La Madonna con la pistola e don Benedetto
Qui sullo Stivale potremmo aggiungere un nono indizio a supporto della tesi: l’unica città italiana in cui si è manifestata la presenza di Banksy è proprio Napoli. A piazza Girolamini c’è infatti la Madonna con la pistola (che fa da aureola alla Madonna). Mentre a Spaccanapoli, fino al 2010, campeggiava anche un’Estasi della Beata Ludovica Albertoni, in cui la santa sembra avvertire un malore dopo aver esagerato al fast food. Opera purtroppo compromessa dal successivo intervento di un writer dall’ego spropositato che «scippò» irrimediabilmente un lavoro da almeno 100mila dollari. Insomma: Banksy è o non è Del Naja? Vero o falso? Considerando che Napoli è l’unica grande città europea a vantare una prolifica accolita di artisti anonimi con estimatori sparsi per il mondo, chiamando a testimoni la scrittrice dell’Amica geniale Elena Ferrante e il musicista Liberato, ci potrebbe stare benissimo. Mettiamola così: se non è vero, è verosimile. Oppure come l’avrebbe messa don Benedetto Croce: non è vero, ma ci credo.

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