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Tendance, laboratorio di danza contemporanea

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Il festival

Tendance, laboratorio di danza contemporanea

Lo spettacolo Eoika, ideato e interpretato da Federica Aloisio e Sabrina Vicari (ph. Alessandra Formicone)
Lo spettacolo Eoika, ideato e interpretato da Federica Aloisio e Sabrina Vicari (ph. Alessandra Formicone)


I festival che si propongono come luccicanti vetrine hanno un valore relativo, magari anche elevato se le opere proposte sono di buona qualità e di ricercata provenienza, ma calato il sipario esauriscono la loro funzione. Per fortuna ci sono anche piccole realtà appartate, che alla risonanza dei nomi preferiscono un lavoro più articolato e costante sul territorio, specie se questo sconta una certa marginalità, se non proprio un totale isolamento rispetto ai grandi centri del mainstream. È questo il caso del piccolo festival di danza contemporanea TenDance, organizzato a Latina, Priverno e Sezze dall'associazione Rosa Shocking, che nei giorni scorsi ha concluso la sua la quarta edizione.

Diretto con amorevole passione da Ricky Bonavita e Theodor Rawyler, il festival propone spettacoli, laboratori, residenze artistiche, incontri di approfondimento e un premio alla giovane coreografia. Dopo le performance di Mattia Russo e Antonio De Rosa, di Monica Casadei, Silvia Gribaudi, Tommaso Monza, Irene Russolillo, Francesca La Cava, Valerio De Vita, Antonio Montanile, Stellario Di Blasi, nell’intensissimo week end della scorsa settimana cinque giovani coreografi, selezionati tra numerosi candidati, hanno proposto un “assaggio” dei loro work-in-progress.

Isabella Giustina, premio di produzione con Mutamenti (Giuseppe Stoppiello)

Isabella Giustina, prodotta da Company Blu, si è aggiudicata il premio di produzione con Mutamenti, un intenso assolo che sembra ispirato dal fervore creativo di Mary Wigman, la pioniera della danza espressiva. Una gestualità metamorfica, sfuggente, enigmatica, che libera un intenso flusso energetico a partire dal contatto col suolo. Il contributo alla produzione servirà alla danzatrice-coreografa per far crescere la sua performance portandola a compimento.

In fieri è anche il lavoro di Daniele Albanese della compagnia Stalker, visto allo spazio Opera Prima, fondamentale alternativa al Teatro D'Annunzio, che purtroppo non garantisce una regolare apertura al pubblico. Coreografo di ascendenza postmoderna, Albanese ha presentato, insieme alla danzatrice Chiara Montalbani, la performance Extra, esito di una residenza a Sezze nei giorni del Festival.

Prendendo spunto dalle forme mutevoli degli stormi di uccelli – che avevano ispirato anche Merce Cunningham per il suo celebre Beach Birds Albanese concepisce una danza fluida, sciolta, irregolare e cristallina, che indaga le relazioni con lo spazio e col partner, i cui movimenti condizionano le reciproche prossimità, proprio come avviene tra gli uccelli in volo. Non ci sono intenti pedagogici, ideologici o narrativi nel lavoro di Albanese, piuttosto il desiderio di recuperare la più intima essenza della danza a partire da un confronto con le forme mutevoli della natura.

Di segno opposto è lo spettacolo Eoika, ideato e interpretato da Federica Aloisio e Sabrina Vicari e proposto dall’associazione PinDoc. Ispirandosi alle teorie sulla percezione di Arnheim e alle opere dell’artista concettuale tedesco Sebastian Bieniek, che si rifà a sua volta al Picasso cubista, le due danzatrici denunciano l’ambiguità dello sguardo. Si presentano l’una come il doppio dell’altra, prolungamenti di un unico corpo mostruosamente deforme o legate tra loro come due gemelle siamesi. I loro volti appaiono come inquietanti maschere per metà umane e per metà dipinte.

I movimenti sono tesi e nervosi, mentre l’atmosfera inquietante della situazione è accentuata dalle musiche percussive di Angelo Sicurella e dalle luci soffuse di Gabriele Gugliara. Inspiegabilmente, la seconda parte dello spettacolo cambia completamente registro e la messa in scena enigmatica e perturbante si trasforma in un leggero e divertente gioco illusionistico, che sfrutta le abilità mimetiche e contorsionistiche delle interpreti per inventare due simpatici “pupazzi” alla Barbapapà. Una discutibile dissonanza che tuttavia, a suo modo, approfondisce il tema del doppio e delle sue possibili derive.

Nel laboratorio di segni, pratiche e discorsi che caratterizza il festival TenDance, alcuni interessanti spunti di riflessione sono emersi dall’incontro Scrivere la danza, curato da Danila Blasi e Graziano Graziani con il contributo di Attilio Scarpellini, nel quale le critiche Gaia Clotilde Chernetich, Rossella Battisti e Dalila D'Amico si sono confrontate con gli scrittori Veronica Raimo, Lorenzo Pavolini e Paolo di Paolo.

Uno sguardo univoco ed eccessivamente specialistico sulla danza non giova alla sua comprensione e alla sua crescita, hanno concordato, seppure con sfumature diverse, i relatori. Nello scenario complesso e sfaccettato della danza contemporanea, punti di vista trasversali, eccentrici e multidisciplinari potrebbero arricchire la cassetta degli attrezzi utili ad interpretare un linguaggio la cui contiguità e ibridazione col teatro e con altre forme artistiche è sempre più evidente.

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