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Marco Di Noia lancia il primo app album italiano

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Marco Di Noia lancia il primo app album italiano

La forma è anche sostanza, almeno nel caso di “Elettro acqua 3D”, il primo app album italiano. Non è un vinile, non è un cd e non è nemmeno un file mp3: il cantautore Marco Di Noia (assieme al compositore di musica elettronica Stefano Cucchi) ha deciso di creare una app per smartphone per far conoscere la sua musica. Disponibile su App Store (iOS – Apple) e Google Play (Android), l’applicazione dà accesso alle 22 tracce (11 “interludi” e 11 brani) ma anche ai contenuti di approfondimento, immagini, video del “making of” e “mini-mondi” realizzati ad hoc per ogni brano dal visual-artist delle miniature Cristian Musella.

“Elettro acqua 3D” è un viaggio pensato proprio per chi viaggia: «In un’epoca caratterizzata dai ritmi di vita frenetici e da una tempesta perpetua d’informazione digitale - spiega Di Noia - ho pensato che avremmo dovuto rivolgerci ai viaggiatori e a tutte quelle persone che hanno del tempo da occupare, magari leggendo un libro o ascoltando musica in treno, aereo, autobus, metropolitana o, semplicemente, passeggiando con indosso le cuffie e il cellulare in tasca. L’app-album nasce per valorizzare questa dimensione di ascolto e per portare l’ascoltatore in un mondo fatto di sonorità tridimensionali e paesaggi sonori profondi».

La musica e le immagini scorrono come l’acqua, protagonista assoluta del disco, che parte dai navigli di Milano per poi farvi ritorno, dopo un percorso attorno al mondo in cui ogni tappa si fa occasione per affrontare tematiche sociali, letterarie e ambientaliste. Da Milano si arriva fino al Kenya, da Roma si passa sull’Adriatico per arrivare fino in Bosnia, dall’India si arriva nelle fogne e poi si torna a Milano, passando addirittura per la Terra di Mezzo, creata da Tolkien. «Dall’acqua è nata la vita - spiega Di Noia - , dove c’è vita c'è acqua e senz’acqua non si può vivere. È in noi e tutt’attorno a noi, nell’aria e nella terra: come una divinità, a tutti gli effetti».

Gli undici “interludi” che collegano ognuno degli undici brani cantati sono stati realizzati con diverse tecniche di sintesi sonora e mixaggio interamente binaurale, in modo da offrire una profondità e una spazializzazione dei suoni tale da permettere un’esperienza di ascolto totalizzante e tridimensionale.

Dopo “Elettro Acqua 3D” anche altri artisti potrebbero voler distribuire i propri lavori in forma di app-album. «È un modello potenzialmente vincente - spiega Di Noia - anche per i cantanti del mainstream con fan sempre a caccia di contenuti dedicati: l’icona di un’app sul display del cellulare è un po’ come un cd su uno scaffale: ci si affeziona».
Intanto, a supporto dell’innovativa proposta, la Siae ha concesso al progetto una licenza speciale in attesa di implementare il proprio regolamento sulla multimedialità e tutelare altri artisti che volessero pubblicare la propria opera adottando la formula dell’app-album.

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