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«Museo», storia vera di una folle rapina a Città del Messico

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«Museo», storia vera di una folle rapina a Città del Messico

La vera storia della celebre rapina avvenuta al Museo nazionale di antropologia di Città del Messico la notte di Natale del 1985 è la fonte ispiratrice di «Museo» di Alonso Ruizpalacios, opera tra le più interessanti in uscita questo weekend nelle nostre sale.

Il regista messicano racconta le dinamiche che legano i due rapinatori, amici di vecchia data, il momento del furto e i grossi problemi che i due protagonisti incontreranno nel rivendere la refurtiva: il fatto di cronaca è, però, solo uno spunto per proporre una riflessione sul senso della memoria di un popolo con una storia così ricca alle spalle.

Ruizpalacios
Dopo aver stupito con il suo esordio «Guëros», Ruizpalacios conferma il suo talento stilistico con quest'opera seconda, premiata allo scorso Festival di Berlino per la miglior sceneggiatura, che regala, tra un incipit affascinante e una conclusione pregevole, sequenze degne di nota.

Peccato che l'ottimo ritmo della prima parte si affievolisca nella seconda metà dell'opera e ne risenta il coinvolgimento, complice la lunga durata della pellicola (128 minuti).

Nonostante qualche limite, resta però un prodotto da vedere, che sa anche divertire ed è forte di numerose suggestioni visive e di un notevole approfondimento psicologico sui due personaggi principali.

Uno dei due protagonisti è Gael García Bernal, che regala anche qui un'ottima prova, ma anche il resto del cast è in buona forma, in particolare il sempre bravo Alfredo Castro, volto noto del cinema cileno e attore di tante pellicole di Pablo Larraín.

Il presidente
Tra i titoli più attesi della settimana c'è anche il film argentino «Il presidente», diretto da Santiago Mitre con protagonista Ricardo Darín.

La trama ruota attorno a un summit che riunisce i capi di Stato latinoamericani in un hotel isolato sulle Ande: durante questo vertice il presidente argentino Hernán Blanco dovrà risolvere un caso personale che riguarda sua figlia. Mentre cerca di sfuggire a uno scandalo che minaccia di porre fine alla sua carriera e distruggere la sua famiglia, deve anche difendere gli interessi politici ed economici del suo paese e di tutto il continente.

Festival di Cannes
Presentato al Festival di Cannes 2017, «Il presidente» mette in scena una riflessione indubbiamente interessante sul tema del potere, capace di incuriosire per i collegamenti tra il lato pubblico e quello privato del capo di stato argentino. È proprio la costruzione del personaggio principale, ben interpretato da Darín, il lato più incisivo di questo lungometraggio, mentre le figure di contorno sono scritte in maniera più grossolana.

Anche i discorsi inerenti al rapporto tra bene e male, oltre a quelli sulla corruzione politica, non sono sviluppati in maniera particolarmente originale, ma il film riesce ugualmente a colpire per la buona regia di Mitre (conosciuto per aver firmato «Paulina» nel 2015) e per alcune battute particolarmente ficcanti.

La sceneggiatura è stata scritta dal regista insieme a Mariano Llinás, altro importante autore argentino, noto per aver diretto il recente «La flor».

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