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House of Cards, nell’ultima stagione il potere è donna

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House of Cards, nell’ultima stagione il potere è donna

Quando si conclude una serie, non si chiude solo un capitolo televisivo, ma un'abitudine, un mondo immaginario. Finali affrettati, finali contestati dai fan, finali aperti nella speranza di qualche ripresa nel tempo, i racconti tv ci hanno abituato a tutto. Nel caso di House of Cards, che si chiude con la sesta stagione, in onda da oggi 2 novembre su Sky Atlantic, il finale è obbligato: la serie creata da Beau Willimon ha perso il suo protagonista, Frank Underwood, per eliminare dal cast l'interprete Kevin Spacey. Solitamente, gli attori si facevano da parte per le classiche ragioni di carriera - contratti scaduti, altre occasioni più ricche e prestigiose - ma questa volta, si sa, la storia è ben diversa: il due volte premio Oscar Spacey è il primo attore hollywoodiano ad aver perso il lavoro per le accuse di molestie sessuali nell'era del #metoo (o della maggior consapevolezza della questione della commistione tra sesso e potere nel mondo del cinema).

Il Trailer

E così, come nella miglior tradizione della tv, il personaggio principale muore e si trova un altro leader: «l'era dell'uomo bianco di mezza età è finita», ha annunciato Claire Underwood nel trailer della sesta e ultima stagione. Sarà un nuovo presidente spietato e pericoloso come il defunto marito, anzi, “la cosa peggiore mai capitata agli Stati Uniti”.

Diane Lane e Greg Kinnear
Il potere, dunque, è donna, ma lo sarà anche il male. La strada non sarà spianata: contro di lei i fedelissimi di Frank e due nuovi personaggi: i lobbisti Annette e Bill Shepherd, due fratelli interpretati da Diane Lane e Greg Kinnear.

Saranno solo otto episodi, contro i tredici delle altre stagioni, per concludere le vicende nate da una vecchia serie Bbc e ancor prima dal romanzo di Michael Dobbs, ex capo di gabinetto di Margaret Thatcher. Ma soprattutto, pare che Netflix abbia cancellato ogni ipotesi di spinoff: la vicenda di House of Cards pare davvero chiusa. E con la cancellazione di altre produzioni che hanno fatto la storia, come Orange is the new black, si apre la ricerca a nuove serie che portino attenzione - e abbonati.

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