Cultura

Il grattacielo Pirelli, storia e immagini della Milano industriale

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Il grattacielo Pirelli, storia e immagini della Milano industriale

Ancora oggi l'azienda Pirelli non ha smesso di interagire con i fatti che fuoriescono dalle questioni di fabbrica e finiscono per diventare il risultato di uno sforzo collettivo, dove gli uomini incontrano l'arte non fuori, ma sotto i capannoni, com'è avvenuto per Il canto della fabbrica, nel settembre del 2017, quando Salvatore Accardo sfiorava con l'archetto del suo violino i robot che macinavano le mescole degli pneumatici. Qualcosa di simile avverrà giovedì 15, quando fra le pareti dell'Auditorium Headquarters Pirelli risuoneranno le parole di Gadda, Sinisgalli e di una sceneggiatura cinematografica a cui lavorò Alberto Moravia.

Il miracolo che ha sospinto l'Italia negli anni Sessanta continua a restare vivo ogni volta che dalle macchine si innalzano gli spartiti musicali, i versi di poeti o i colori dei pittori. Più che unire forzatamente corpi estranei fra loro, è l'ennesimo tentativo di dare credito al paradigma leonardesco delle “due culture”; non una favola per ingenui, ma un programma sotto cui, per chi ci crede, cova il fuoco di una modernità ancora tutta da interpretare nei suoi mille volti.

L'articolo completo di Giuseppe Lupo sarà pubblicato sulla Domenica del Sole 24 Ore dell'11 novembre

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