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«Menocchio», imperdibile storia di un mugnaio eretico

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«Menocchio», imperdibile storia di un mugnaio eretico

Una delle sorprese italiane dell'anno è il grande protagonista del weekend in sala: «Menocchio» di Alberto Fasulo, dopo essere stato presentato in concorso al Festival di Locarno, arriva nei nostri cinema ed è un film da non perdere.

Marcello Martini, con una prestazione magnifica, interpreta Domenico Scandella detto “Menocchio”, un mugnaio del Cinquecento che venne accusato di eresia. Saldo nelle sue convinzioni su Dio, sulla religione e sul ruolo della Chiesa Cattolica, l'uomo affronterà il lungo processo senza tradire nessuno: un personaggio che colpisce e lascia il segno per la sua semplicità e fiducia nel pensare di convertire vescovi, inquisitori e persino il Papa all'ideale di amore e povertà in cui crede fermamente.

Fasulo è molto abile sia nel riprendere il volto del mugnaio e delle persone a lui vicine, con primi piani capaci di far cogliere allo spettatore ogni espressione, ogni emozione, ogni stato d'animo che traspare dai loro sguardi sia ad affiancare a queste sequenze di forte realismo una scena fondamentale dal sapore onirico, che anticipa il riuscito finale.


Menocchio

Tratto da una storia vera, «Menocchio» è un lungometraggio molto diverso dai film che ci vengono di solito proposti dalla produzione di casa nostra: una regia elegante, tempi di montaggio perfetti e una conclusione toccante lo rendono un prodotto di grande personalità, che può rievocare il cinema di Ermanno Olmi o far pensare anche al valido «Gostanza da Libbiano» di Paolo Benvenuti del 2000, ma vive di una brillante luce propria.

Risultati del tutto opposti sono quelli ottenuti da «Hunter Killer», debole film d'azione con protagon Gerard Butler e Gary Oldman.

Hunter Killer

Sotto la superficie del Mar Glaciale Artico, il capitano Joe Glass è incaricato di sventare un colpo di stato che potrebbe mettere in crisi l'ordine mondiale. Con il suo sottomarino e sotto la supervisione dei più alti ufficiali dell'esercito americano dovrà guidare una squadra di Navy Seals alla ricerca del Presidente Russo, in mano a un gruppo di rivoltosi. La sua missione sarà fondamentale per evitare quella che potrebbe diventare la Terza Guerra Mondiale.

Firmato dal poco esperto Donovan Marsh, è un film che guarda al cinema di genere degli anni Ottanta, ma la sensazione non è quella di trovarsi davanti un omaggio nostalgico a quel filone, bensì di aver assistito a una pellicola fuori tempo massimo.

Hunter Killer

Grossolano nella sceneggiatura e poco equilibrato nella regia, il film, peraltro noiosissimo, procede accumulando sequenze poco coese l'una con l'altra, mentre qualsiasi tentativo di proporre spunti di natura politica si rivela forzato e superficiale. Da evitare.

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