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L’Unità a Lele Mora, anzi no: è giallo sulla vendita…

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Servizio |un caso «editoriale»

L’Unità a Lele Mora, anzi no: è giallo sulla vendita (e Sapelli insorge in Tv)

Il dibattito a «Stasera Italia» sulla vendita dell’Unità a Lele Mora con Giulio Sapelli e Luigi Marattin (Pd)
Il dibattito a «Stasera Italia» sulla vendita dell’Unità a Lele Mora con Giulio Sapelli e Luigi Marattin (Pd)

Come diceva il poeta? «Con l’incoscienza dentro al basso ventre e alcuni audaci, in tasca l’Unità, la paghi tutta, e a prezzi d’inflazione, quella che chiaman la maturità». Poeta o cantante? Fate voi: era Francesco Guccini, comunque. C’è grossa crisi. Identitaria, prima che economica: l’Unità, il quotidiano di Antonio Gramsci, potrebbe essere rilevato e diretto da Lele Mora. Anzi no, perché Piesse, proprietaria della testata, smentisce. Anzi sì, perché l’ex manager delle star, ospite in Tv, ha ribadito il concetto. E l’ex quotidiano del Pci ha trovato un insospettabile difensore: l’ex premier gialloverde (in pectore) Giulio Sapelli.

Tandem Mora-Silvestri nel giornale di «Novecento»
Piano, non spingete: «uno alla volta per carità», direbbe Gioacchino Rossini, giusto 150 anni fa passato a miglior vita. E beato lui. Qui tutti parlano, ciascuno dice la propria e nessuno ci capisce niente. Partiamo da una «voce» che da qualche giorno si aggira sull’Italia mediatica. L’Unità, glorioso giornale comunista fondato nel 1924 da Gramsci e chiuso il 3 giugno 2017, potrebbe presto tornare, prima con un’edizione online, poi cartacea. Pronta a rilevare la testata ci sarebbe infatti una cordata guidata da Mora e Marcello Silvestri, rispettivamente direttore ed editore del gruppo Retewebitalia. Ma come? Mora che non ha mai fatto mistero delle sue simpatie di destra al timone del giornale immortalato in Novecento di Bernardo Bertolucci? Mora che, dopo l’età del bunga bunga, ha attraversato non poche vicende giudiziarie si avvierebbe a diventare responsabile dell’organo d’informazione che, da Enrico Berlinguer in poi, ha invocato la questione morale?

La smentita di Piesse
Ci sarebbe da sentirsi quanto meno spiazzati. Un po’ meno quando da Piesse Srl, società di Guido Stefanelli e Massimo Pessina che ha pubblicato il quotidiano negli ultimi anni fino alla chiusura, arriva una secca smentita: «In relazione alla notizia apparsa in questi giorni su alcuni organi di stampa, l’editore Piesse Srl - si legge nella nota diffusa nella giornata di lunedì 12 novembre - deve precisare di non avere alcun tipo di contatto né alcuna trattativa con i signori Lele Mora e Marcello Silvestri e con Retewebitalia.net, in relazione al quotidiano l’Unità».

Mora: «Tutto fatto»
Tutto chiaro? Più o meno. Perché si dà il caso che, quasi contemporaneamente, Mora vada in onda su Rete 4 ospite di Barbara Palombelli a Stasera Italia, tra la giornalista Maria Teresa Meli, il parlamentare del Pd Luigi Marattin e l’economista Giulio Sapelli, noto a chi segue la politica di questo Paese per essere stato premier in pectore per una notte di M5S e Lega e a chi segue i dibattiti Tv per una memorabile caduta in diretta a Rainews 24. L’ex agente dello spettacolo sorride: «È tutto fatto», annuncia. «Ci sono degli investitori stranieri, non europei, non italiani, che credono nella mia persona. L’Unità è già stata comprata da due gruppi di signori che hanno abbastanza soldi e hanno un buon investimento da fare: uno dei due è un mio amico e mi ha chiesto se volevo dirigere il giornale».

L’equivoco socialista
E chi andrà a lavorare nel quotidiano che fu diretto, tra gli altri, da Massimo D’Alema e Walter Veltroni? «Dobbiamo ancora sederci attorno a un tavolo e formare la squadra, ma ho intenzione di prendere dei buonissimi nomi», risponde colui che fu l’anima della movida milanese. Che Unità si immagina Mora? Un giornale socialista, «perché in origine era socialista», dice l’ex principe del gossip, incurante del fatto che il quotidiano fu fondato tre anni dopo la scissione di Livorno, quando già i socialisti erano altra cosa rispetto a Gramsci e ai comunisti.

Su Sapelli non passeranno
Tutto fatto? Neanche per sogno: Mora, Silvestri e questi investitori stranieri non europei e non italiani a quanto pare dovranno superare la linea Sapelli: «Devo dire che sto piangendo, con tutto il rispetto che ho per tutti. Forse Mora confonde l’Unità del Partito comunista con l’Unità di Gaetano Salvemini. L’Unità era un giornale serio, ha avuto un ruolo molto importante, ha combattuto il fascismo, usciva nell’edizione in carta riso, i condannati al tribunale speciale conservavano religiosamente le edizioni in carta riso, io sono figlio di un partigiano combattente», rivendica l’economista. «E io sono figlio di un mussoliniano», replica Mora. Sapelli non ci sta: «Non mi doveva fare questo tiro. È un colpo basso», dice rivolgendosi alla Palombelli. Il dibattito s’infiamma. C’è grossa crisi identitaria, è vero, ma su «Prof. Sapelli» non passeranno. «Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà», diceva il tizio sopra. Poeta, cantante o fate voi.

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