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Pompei e Piero della Francesca sbarcano all’Ermitage

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Cultural forum a San Pietroburgo

Pompei e Piero della Francesca sbarcano all’Ermitage

San Pietroburgo, il museo Hermitage (Agf)
San Pietroburgo, il museo Hermitage (Agf)

Una stretta e feconda collaborazione tra l’Ermitage e l’Italia, in particolare con il museo archeologico di Napoli - dove a marzo si aprirà una mostra dedicata a Canova e a San Pietroburgo un’esposizione su Pompei - ma non solo. È quello che è emerso da uno dei primi importanti incontri del Cultural Forum che si è inaugurato oggi nella ex Leningrado, dove l’Italia è Paese ospite insieme al Qatar.

Alla tavola rotonda, intitolata “Italian culture revolution”, hanno partecipato Antonio Lampis, direttore generale musei del Mibact, Simone Verde, direttore del Complesso Monumentale della Pilotta a Parma, James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera, Daniela Tisi, consigliera del ministro della Cultura Alberto Bonisoli, Paolo Giulierini, direttore del museo archeologico di Napoli, e - last but not least - Mikhail Piotrovsky, direttore generale dell’Ermitage.

Maurizio Cecconi, segretario generale di Ermitage Italia, moderava i lavori: partivano (come dice il titolo) da una riflessione sulla legislazione introdotta dall’ex ministro Dario Franceschini, che rivisita la gestione dei musei non solo in termini di tutela e conservazione e favorisce il finanziamento dei privati attraverso misure quali l’art bonus.

Scambi italo-russi nell’arte
Domani al Forum Cultura, alla presenza del direttore del parco archeologico di Pompei Massimo Osanna, ci sarà un'anticipazione della grande mostra su Pompeiche si aprirà a marzo all’Ermitage. Dove il 6 dicembre si inaugura una rassegna dedicata a Piero della Francesca («non è facile averne opere in prestito», ha osservato Piotrovsky). In primavera partiranno da San Pietroburgo alla volta di Napoli sette statue di Canova, esemplari del calibro di Amore e psiche e Le tre grazie, per l'imponente esposizione che parte il 28 marzo.

Gli auspici dei direttori
Simone Verde ha illustrato il progetto che si sta portando avanti a Parma, capitale italiana della Cultura nel 2020, raccontando del restauro di una cinquantina di opere accanto agli interventi che riguardano l’edificio (il complesso della Pilotta fu fondato nel 1580 dai Farnese), il quale si compone della biblioteca palatina, del museo archeologico, del museo Farnese e della galleria nazionale.

James Bradburne, dopo aver descritto i profondi cambiamenti che hanno innovato la pinacoteca milanese, ha sottolineato tra l’altro la necessità di una maggiore condivisione tra le varie istituzioni, portando l’esempio della mostra su Veronese annunciata al Museo Diocesano: «Ho visto un manifesto per strada, noi ne abbiamo tre di Veronese...». Paolo Giulierini ha auspicato una maggiore libertà d’azione, superando i tanti intoppi burocratici e amministrativi, e sollecitato una maggiore spinta a intercettare i fondi dei privati. A questo proposito, Antonio Lampis ha ricordato che all’art bonus sorprendentemente hanno fatto ricorso, più delle grandi imprese, i singoli donatori e ha rilanciato la proposta dell’offerta libera accanto ai biglietti: un passo avanti sulla strada della consapevolezza dell’obbligo morale cui tutti siamo chiamati in questo campo.

Infine, Mikhail Piotrovsky ha rivendicato la libertà di prendere le decisioni, a volte condizionate dal pubblico. E ha ribadito che il museo «esiste non solo per mettere in mostra, ma anche per poter conservare e poi mostrare nel tempo il proprio patrimonio culturale».

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