Cultura

Laura Pausini da «esportazione»: vince un altro Latin Grammy

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Servizio |una cantante da 20 milioni di dollari

Laura Pausini da «esportazione»: vince un altro Latin Grammy

Musica italiana formato export. A poco più di una settimana dal primo posto nelle classifiche Usa e Uk raggiunto dall’album di Andrea Bocelli, il music business dello Stivale mette a segno un altro colpo di rilevanza internazionale: Laura Pausini ha vinto il Latin Grammy per la categoria «Best traditional pop vocal album» con Hazte Sentir, versione spagnola dell’ultimo album di inediti Fatti Sentire, uscito a marzo scorso su etichetta Atlantic. Non è la prima volta che la cantante ravennate porta a casa riconoscimenti di questo rilievo. Con quello di giovedì 15 novembre, salgono a cinque i «grammofoni d’oro» in bacheca.

I quattro precedenti
Nel 2006, con Escucha, traduzione ispanica di Resta in ascolto (2004), la Pausini ottenne infatti addirittura un Grammy per la categoria Pop Latin album. Al palmares si aggiungono poi altri tre Latin Grammy: uno nel 2005 ancora per Escucha, uno nel 2007 con Yo canto (versione Latin di Io canto, 2006) e uno nel 2009 per Primavera anticipada (traduzione di Primavera in anticipo, 2008). In tutti e tre i casi, la categoria era miglior album di pop per voce femminile. «Non trovo le parole per esprimere il mio stato d’animo nel ricevere questo Award per il mio album “Fatti sentire”», ha commentato Laura Pausini a caldo. «Il significato dietro a questo titolo è “Fai quello che vuoi senza vergognarti mai” e festeggiare i miei 25 anni di carriera con questo meraviglioso premio mi dà i brividi soprattutto per il significato che ha. Voglio dedicare questa vittoria a tutte le persone che si sentono fragili e insicure, non rispettate».

Patrimonio da 20 milioni di dollari
Successo commerciale indiscutibile per l’artista che ha venduto circa 70 milioni di copie appendendo al muro qualcosa come 225 dischi di platino. Secondo il portale americano Celebrity Net Worth, il patrimonio economico da lei accumulato in 25 anni di attività ammonterebbe a 20 milioni di dollari. Laura Pausini rientra nel ristrettissimo club dei musicisti tricolori che vantano riconoscibilità internazionale. Anche in questo caso, come in quello di Bocelli, conta la «credibilità» dell’offerta: da un artista italiano il mercato musicale globale è pronto ad accogliere bel canto ed esotismi Latin pop. Molto più difficile che proposte qui da noi capaci di monopolizzare le charts, come il rap e la trap di artisti come Sfera Ebbasta e Salmo, abbiano un appeal internazionale. Parliamo di generi nati al di là dell’Atlantico. Venderli al di là dell’Atlantico equivarrebbe a vendere il proverbiale ghiaccio agli eschimesi.

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