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La «bulimia musicale» di De Gregori: doppio tour nel 2019

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La «bulimia musicale» di De Gregori: doppio tour nel 2019

«Incontrare persone non è una mia necessità ma mi dà meno fastidio di una volta. È un buon segno, meglio tardi che mai». Francesco De Gregori non si vergogna dei suoi difetti, ma ne sorride e sembra quasi volergli bene a quel suo stile nello stare sul palco, alla sua timidezza scambiata per alterigia, ai suoi modi burberi. Il tempo lo ha reso più allegro e lo ha fatto ammalare di una «bulimia musicale», come lui stesso la definisce: «Ho voglia di suonare, ma non amo la prevedibilità. Sono alla ricerca di novità».

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«Sono venuto a vedere lo strano effetto che fa»
Quelle annunciate per il 2019 sono due: una serie di intimi concerti romani e un tour sinfonico che partirà dalle Terme di Caracalla e si chiuderà all’Arena di Verona. Due progetti diversissimi eppure in qualche modo complementari. «Ho avuto l’idea un mese e mezzo fa - racconta con entusiasmo -. Una mattina mi son svegliato, come dice la canzone, e ho pensato a queste due tournée».
«Qualche tempo fa un’amica mi ha chiesto perché nei concerti non canto mai “Souvenir”. Allora ho pensato a una scaletta un po’ improvvisata, sera per sera, che eseguirò a Roma negli appuntamenti al teatro Garbatella».“Off the record” - questo il titolo del tour romano - prevede 20 date (dal 28 febbraio al 27 marzo) in quello che era un teatro parrocchiale e che ospiterà 230 spettatori a sera.

«Quello che non so lo so cantare»
Saranno concerti intimi ma chi si aspetta che la dimensione ridotta del luogo riduca anche la distanza dal “principe” potrebbe restare deluso: «Non sono mai stato un grande parlatore. Non ho voglia di raccontare la mia vita, la racconto attraverso le canzoni», spiega De Gregori. Niente storytelling alla Bruce Springsteen nel suo spettacolo “On Broadway”, dunque. «Lui ha scelto di raccontarsi così, parlando ed eseguendo alcuni brani fissi che gli servono nella narrazione. Io lascerò spazio alla musica, e mi sentirò libero di improvvisare giorno dopo giorno, scegliendo anche di cantare qualche canzone meno nota. Mi eccita l’idea».
«Chi invece vuole ancora sentire “La donna cannone” e “Generale” venga a Verona o alle Terme di Caracalla», dice parlando del tour “De Gregori & Orchestra - Greatest Hits Live” che debutterà l’11 giugno a Roma per poi spostarsi al Teatro antico di Taormina, al Lucca Summer Festival e infine a Verona.

«E chiedimi perdono per come sono»
Per essere uno notoriamente schivo, Francesco De Gregori sta vivendo una fase di particolare giovialità: prima il duetto con la moglie Chicca (“Anema e core”), poi il film documentario “Vero dal vivo” di Daniele Barraco, che è stato presentato alla Festa del cinema di Roma e che sarà trasmesso su Rai3 sabato 1° dicembre alle 21,40.

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«Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai»
«L’idea di duettare in “Anema e core” è nata per caso - racconta. Eravamo a cena a Napoli, non è venuto quello che suona mentre la gente cena, e allora ho iniziato a canticchiare io. Poi abbiamo comprato un impianto per cantarla a casa, siamo andati in giro chiedendo ai napoletani l’esatta pronuncia delle parole e il problema è stato che ognuno ci ha dato una risposta diversa. Ormai quella è anche una canzone mia, perché una canzone è di chi la canta non di chi l’ha scritta». Nel video del duetto Francesco De Gregori ha l’aria di un vichingo, con il corpo avvolto in un maglione di lana spessa e il volto nascosto dalla barba chiara.

«Guarda che non sono io la mia fotografia»
La barba però sparisce nel film di Barraco: «Ero andato in vacanza in Grecia - spiega - e avevo comprato una di quelle maschere subacquee che coprono tutta la faccia. Ma avevo scoperto che non funzionano se hai la barba e allora l’avevo tagliata». Un’altra cosa che ha scoperto allora è che è bello «non essere prigioniero di una fotografia».

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