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Da Caravaggio al violino di Storioni: la diagnostica per immagini al…

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Da Caravaggio al violino di Storioni: la diagnostica per immagini al servizio dell’arte

Radiografia Caravaggio Buona Ventura (Musei Capitolini)
Radiografia Caravaggio Buona Ventura (Musei Capitolini)

Radiografie, riflettografie e molte altre tecniche diagnostiche non invasive, che servono per vedere dentro il corpo umano, sono sempre più spesso utilizzate anche negli studi e nel restauro delle opere d'arte per restituire i capolavori al loro splendore e, a volte, per scoprire il percorso creativo e le tecniche segrete dei grandi Maestri. Tema caro alla Fondazione Bracco che, nell'ambito della XVII Settimana della Cultura d'Impresa di Confindustria, ha invitato storici dell'arte, istituzioni ed esperti a confrontarsi a Città della Scienza a Napoli, nell'ambito del convegno intitolato “Art from inside: la diagnostica per immagini applicata al patrimonio culturale”.

Radiografia Caravaggio Buona Ventura (Musei Capitolini)

«Sia come azienda, sia come Fondazione Bracco, da sempre abbiamo dato vita a progetti in cui il connubio arte e scienza è stato la nostra stella polare», ha detto Diana Bracco, presidente di Fondazione omonima intervenendo all'incontro a Città della Scienza. «Siamo convinti infatti dell'importanza per l'analisi e la cura del patrimonio culturale dell'imaging diagnostico, un settore di medicina avanzata in cui siamo leader globali. Per noi l'arte e la scienza sono due facce dello stesso amore per il sapere e per il bello che da sempre accende il desiderio degli uomini».

Frutto di tale connubio sono numerosi progetti sostenuti da Fondazione Bracco. Nel 2006, fu fatto uno studio scientifico che attraverso le moderne tecniche diagnostiche “radiografò” le tele dei grandi maestri Bellini, Giorgione e Tiziano, facendo emergere i disegni preparatori sottostanti e svelando tutta l'attività di progettazione degli artisti. Nel 2011, la Fondazione commissionò al Cnr uno studio sull'uso della “Camera Oscura”, uno straordinario strumento ottico molto usato dai vedutisti veneziani. Lo studio evidenziò che l'impiego della “camera oscura”, da parte di Canaletto e Marieschi in particolare, permette oggi di ricavare dai quadri del Settecento utili informazioni sul fenomeno dell'acqua alta.

Radiografia Dama Pollaiolo

E ancora, nel 2011 , le tecniche diagnostiche sono state usate in occasione della mostra sulle “Dame” dei fratelli Pollaiolo al Museo Poldi Pezzoli e infine in “Dentro Caravaggio”, esposizione caratterizzata proprio dal corredo di immagini radiografiche che, attraverso apparati multimediali realizzati dall'Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Cnr, hanno consentito di seguire e scoprire il percorso dell'artista dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione finale dell'opera.

Il Piccolo Violino di Storioni: analisi dei pigmenti con fluorescenza

Infine, è in corso un nuovo progetto che riguarda il Violino “Piccolo” di Lorenzo Storioni. La Fondazione è accanto al Comune di Cremona e al Museo del Violino nell'acquisto, studio, restauro ed esposizione di un esemplare straordinario di violino del 1793 costruito da Storioni per le mani di un giovanissimo musicista.

Di progetti realizzati e da avviare si è discusso nel corso del convegno di Napoli, in cui sono intervenuti Gaetano Daniele, assessore a Cultura e Turismo del Comune di Napoli, Antonio Marchiello, assessore alle Attività produttive della Regione Campania e Vito Grassi, presidente dell'Unione Industriali Napoli e di Confindustria Campania; Roberto Montanari, direttore del Centro Scienza Nuova dell'Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli; Rossella Vodret, storica dell'arte, già Soprintendente speciale per il Polo Museale Romano; Marco Malagodi dell'Università di Pavia, Responsabile del Laboratorio Arvedi dislocato all'interno del Museo del Violino di Cremona; Annalisa Zanni, direttrice del Museo Poldi Pezzoli di Milano, e Anna Imponente, direttrice del Polo Museale della Campania.
«Abbiamo scelto Napoli, come sede del convegno, precisa Diana Bracco, perché alla Città della Scienza abbiamo portato la mostra The Beauty of Imaging».

La Mostra ideata da Marco Balich e curata insieme a FeelRouge Worldwide Shows, Mauro Belloni e lo Studio Giò Forma di Florian Boje, (rimarrà aperta fino al 6 gennaio) sta riscuotendo grande interesse, tanto che è stata visitata da 30mila persone. Il percorso dell'esposizione fa esplorare il corpo umano visto dall'interno e fa conoscere l'imaging diagnostico al grande pubblico e ai giovani usando il linguaggio dell'arte e della divulgazione scientifica. Dopo il successo dell'edizione milanese , nel 2017 alla Triennale di Milano in occasione del suo 90° anniversario, fa tappa a Napoli, in un ideale gemellaggio Nord-Sud all'insegna della cultura e del connubio di arte e scienza.

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