Cultura

«Wildlife», l’esordio alla regia di Paul Dano scuote il…

  • Abbonati
  • Accedi
cinema

«Wildlife», l’esordio alla regia di Paul Dano scuote il Torino Film Festival

Dopo aver emozionato il Sundance Film Festival e la Croisette di Cannes, arriva al Torino Film Festival «Wildlife», esordio alla regia di Paul Dano, celebre attore americano noto per aver lavorato in film come «Little Miss Sunshine», «Il petroliere» o il più recente «Okja».
Madre, padre e figlio adolescente si trasferiscono nel Montana negli anni Sessanta. La loro normalità, già carica di tensioni, verrà scossa dalla perdita del lavoro da parte dell'uomo: sarà solo l'inizio di un vortice di instabilità e infedeltà, visto con gli occhi del giovane Joe, ben interpretato dall'australiano Ed Oxenbuld, sedicenne, già attore in «The Visit» di M. Night Shyamalan.

Per la sua opera prima, Dano, anche autore con la compagna Zoe Kazan della sceneggiatura, sceglie di ispirarsi al potente romanzo omonimo di Richard Ford («Incendi» il titolo della versione italiana) del 1990: ne esce una trasposizione curata, sensibile, delicata e incisiva allo stesso tempo, girata con uno stile essenziale e mai lezioso.

Dano è cresciuto recitando alla scuola di grandi autori (da Paul Thomas Anderson a Denis Villeneuve, passando per Paolo Sorrentino in «Youth – La giovinezza») e ne ha messo in pratica gli insegnamenti: resta qualcosa da perfezionare soprattutto riguardo la messinscena, ma le premesse per un'importante carriera registica ci sono tutte.

Una prima parte meno d'impatto della seconda e qualche passaggio poco deciso nelle sequenze centrali, non tolgono infatti spessore a una pellicola valida e coinvolgente, con dialoghi che fanno breccia nello spettatore e un finale difficile da dimenticare.

Un cast di alto livello fa il resto: Carey Mulligan regala a questa madre incerta e molto fragile un'interpretazione di grande talento; Jake Gyllenhaal è in ottima forma e il già citato Oxenbould è perfetto nel reggere il film sulle sue spalle ma soprattutto nei suoi occhi.

Altra menzione positiva da Torino arriva per «Mandy» di Panos Cosmatos, pellicola che è già diventata un piccolo cult, con protagonista Nicolas Cage.
L'attore veste i panni di un boscaiolo che vive felicemente con la compagna Mandy in una casa in mezzo ai boschi di Crystal Lake: quando gli affiliati di una setta religiosa rapiscono la ragazza, l'uomo sarà disposto a tutto pur di ritrovarla.

Film horror surreale, diviso di fatto in una prima parte più delirante e una

seconda più ironica, «Mandy» è un'operazione suggestiva e molto originale, che può risultare sicuramente disomogenea nelle sue tante anime, ma che riesce a ogni modo a divertire, anche grazie alle numerosissime citazioni al cinema di genere.

Da segnalare che il regista Panos Cosmatos è figlio d'arte: suo padre è Pan Cosmatos, autore di pellicole d'azione come «Rambo 2» e «Cobra».

© Riproduzione riservata