Cultura

Cinquant’anni dopo cosa resta della Triennale «occupata»

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la memoria del 1968

Cinquant’anni dopo cosa resta della Triennale «occupata»

C’è un doppio motivo per ricordare la XIV Triennale di Milano. Il primo motivo è che nel pieno delle contestazioni sessantottine, fatto unico, è stata occupata. Inaugurata infatti il 30 maggio 1968, viene subito occupata da un gruppo di contestatari. Così per conoscere cosa è successo in quei giorni guarda il longform La XIV Triennale (R)esiste.

L’occupazione che ne blocca il regolare funzionamento, durerà fino al 9 giugno. La Triennale sarà riaperta il 23 giugno. «La protesta dei giovani costituisce un fenomeno tipico e intensamente espressivo delle contraddizioni suscitate nella società dalle trasformazioni del grande numero. I modi in cui questa protesta si esprime manifestano l'esigenza di nuovi principi organizzativi che investono anche la struttura e la forma dell'ambiente fisico e suscitano il problema di una nuova immaginazione nella progettazione architettonica e urbanistica». (Quattordicesima Triennale di Milano Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne e dell'architettura moderna, Agnoldomenico Pica, Renata Matassi, Leonello Pica Arti, Grafiche Crespi & Occhipinti, Milano, 1968).

La seconda è l’attualità del messaggio proposto e come quei contenuti si sono intrecciati alle ragioni dei contestatari. Intitolata “Il Grande numero” e curata da Giancarlo De Carlo, Tommaso Ferraris, Alberto Rosselli, Albe Steiner, Vittoriano Viganò, Marcello Vittorini e Marco Zanuso, era articolata in oltre 14 sezioni e divisa in quattro blocchi.

Questo speciale dal titolo La XIV Triennale (R)esiste, un progetto nato all'interno del corso di Data Visualization – Graphic Design 17/18 del CFP Bauer di Milano, in collaborazione con La Triennale di Milano, ripercorre attraverso le immagini la narrazione di quei giorni.

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