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Mirella Gregori, storia di una sparizione

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Mirella Gregori, storia di una sparizione

MirellaGregori, in una foto dell'album di famiglia. ANSA/OLDPIX
MirellaGregori, in una foto dell'album di famiglia. ANSA/OLDPIX

Sono le 15.30 del 7 maggio del 1983. Siamo a Roma, in un appartamento di Porta Pia, zona Nomentana. Una quindicenne, Mirella Gregori, risponde al citofono. La madre, a qualche metro di distanza, sente dire alla figlia questa frase: “Se non mi dici chi sei, non scendo”. Mirella però è serena e persuasiva; dice che è Alessandro, un suo vecchio amico delle scuole medie, e che scende un attimo per salutarlo. Dopo trentacinque anni, però, Mirella non è mai più tornata a casa.

Il 22 giugno di quello stesso anno scompare un'altra quindicenne. Si chiama Emanuela Orlandi. Dopo qualche mese le due scomparse vengono accomunate dai comunicati di un fantomatico Fronte di liberazione turco anticristiano “Turkesh”. Ma si tratta di un depistaggio ordito dalla Stasi, come rivelò a Ferdinando Imposimato il colonnello Bonsack, un funzionario dei servizi segreti dell'ex DDR. La verità è che nessun fatto concreto permette qualsivoglia collegamento tra le due sparizioni, nonostante i media continuino a farlo.

Mauro Valentini è un giornalista serio, rigoroso, rispettoso dei fatti. Spesso chi si occupa di cronaca nera soffre di manie di protagonismo e, pur di realizzare uno scoop, è disposto a forzare gli eventi, a ipotizzare scenari immaginari mal supportati dai fatti concreti. Valentini è il contrario. Il suo lavoro è umile, puntuale, di servizio: per lui la verità è più importante della firma. Nel suo libro-inchiesta “Mirella Gregori. Cronaca di una scomparsa” Sovera, 176 pagg., 14,00 euro), ogni tassello di questa oscura vicenda viene analizzato minuziosamente. E, come si diceva poc'anzi, il primo scopo che il suo libro raggiunge è proprio quello di separare definitivamente il caso Orlandi dal caso Gregori.
Ma cosa accadde a questa ragazza romana figlia di umili lavoratori? Quel pomeriggio del 7 maggio del 1983 Mirella, dopo essere scesa, parlò con la sua amica Sonia, e le disse che stava andando a suonare con degli amici a villa Torlonia. Altro, agli inquirenti, Sonia non ha mai detto.

Qualche anno dopo Giovanni Paolo II ricevette Paolo e Vittoria, i due anziani genitori di Mirella. E, dopo la messa del Papa, mentre si dirigevano al luogo dell'appuntamento, Vittoria rimane sconvolta dalla vista di un uomo. Era un uomo della scorta del Papa. Qualche giorno prima che la figlia sparisse lo aveva visto nel suo bar, appena inaugurato dopo una ristrutturazione, scattare delle fotografie alla figlia. Ma anche questa traccia non porterà da nessuna parte, benché sia la più inquietante e corposa a proposito di Mirella Gregori.

E Alessandro? Alessandro ha sempre avuto un alibi di ferro: quel pomeriggio era a casa di un suo amico. Eppure qualche contraddizione non manca, perché agli inquirenti disse che non vedeva Mirella da due anni, mentre alla madre Vittoria aveva detto da cinque mesi. Solo un vuoto di memoria?
Nel frattempo è capitato di tutto: sciacalli, mitomani e i soliti depistaggi. Ma di Mirella Gregori non si è mai più saputo niente.
Il 1983 è anche l'anno della “tratta delle bianche”. Se ne parla ovunque, non solo in Italia. Ma nessuno è mai riuscito a dimostrare che Mirella sia entrata in questo girone infernale.

Dopo tre decenni di indagini e di processi, tutto è archiviato. La verità non esiste. Il libro di Valentini è anche un omaggio discreto ad Antonietta Gregori, sorella di Mirella, che continua a cercare la verità in solitudine, visto che i suoi genitori non ci sono più. Valentini pare sottolineare il fatto che spesso i famigliari di simili tragedie vengono usati e travolti dal sistema mediatico senza alcun rispetto. E, in questo senso, il suo libro è anche un invito a considerare il dolore dei famigliari con delicatezza e attenzione, proprio per difendere un livello di civiltà che spesso viene calpestato in nome degli scoop e dei teoremi suggestivi ma totalmente infondati.

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