Cultura

Se J-Ax insegna a difendersi dai bulli

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la lezione del rapper

Se J-Ax insegna a difendersi dai bulli

È facile adesso pensare a J-Ax come a una specie di guru, ascoltandolo cantare la canzone dedicata a suo figlio o leggendo il suo nuovo libro «Consigli a me stesso - I miei 2 centesimi», edito da Mondadori. Ma chi lo ha conosciuto ai tempi degli Articolo 31 e di “Voglio una lurida” fa un po’ fatica a vederlo come un maestro di vita. Eppure - sarà l’età, sarà la paternità - il rapper si è trasformato da Funkytarro a Osho: grazie ai suoi «consigli» si scopre che «crescere significa cadere», che «i rapporti perfetti non esistono», che «anche gli uomini piangono» e che «la depressione è una malattia».

Tra tanti temi affrontati nel libro (pensato per il suo nuovo pubblico di 13enni e non per quelli che 13 anni li avevano due decenni fa), quello più importante è senza dubbio il bullismo: «Tanti lo ignorano, ma la prima forma di bullismo sta negli sguardi: o ti presenti mostrando di possedere tutti gli oggetti imposti dalla moda del momento oppure sei fuori». J-Ax (vero nome Alessandro Aleotti) svela senza troppa vergogna di essere stato vittima di questo meccanismo che «mi faceva sentire di serie B». Attraverso il suo racconto in prima persona il rapper si pone come un “fratello maggiore” con un tono convincente: «Avevo dei ragazzi che mi tormentavano ogni singolo giorno, quando camminavo per strada, da solo, si accanivano contro di me. Ancora oggi, quando incrocio un gruppo di ragazzi per la strada, ogni singola cellula del mio corpo mi dice di cambiare marciapiede per mettermi in salvo».

Il racconto funziona perché sincero: da “sfigato” di periferia è diventato uno degli artisti più ricchi del Paese (con tanto di rolex), senza mai dimenticare la strada fatta nel frattempo. Ed è proprio questo il più prezioso consiglio di “zio Ax”: trasformare la rabbia in energia positiva.

La sua avventura nel mondo della musica inizia grazie all’Amiga, computer desiderato e acquistato grazie al suo primo lavoro da pony express a bordo di un Ciao. Ma proprio dietro ai computer di nascondono oggi le insidie più pericolose per i giovani: J-Ax lo sa e al cyberbullismo dedica un capitolo del libro. «I bulli online sono dei perdenti», «la miglior vendetta è essere felici», «ai ragazzi voglio dire di sorridere».

A scorrere i suoi consigli, J-Ax sembra avere davvero trovato il nirvana o almeno la risposta a tutte le domande: da come crescere i figli a come essere un buon partner. Le sue indicazioni arrivano fino alla politica: «Il governo - scrive - deve impicciarsi il meno possibile della nostra vita», «La politica ha fottuto per sempre la generazione dei quarantenni. È arrivato il momento che la politica ascolti le voci di queste persone».

Alessandro Aleotti di anni ne ha 46: qualche mese fa - dopo una serie di concerti con cui ha festeggiato i 25 anni di carriera - ha annunciato di volersi prendere una lunga pausa dalla musica. Che sia la politica la sua nuova sfida?

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