Cultura

Un unico museo «virtuale» per tutti i Vermeer del mondo

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Realtà aumentata: un progetto di Google Arts & Culture

Un unico museo «virtuale» per tutti i Vermeer del mondo

Più di 28 anni fa, due ladri d’arte travestiti da agenti di polizia entrarono nel Gardner Museum di Boston e rubarono diverse opere d'arte, tra cui un dipinto di Vermeer: uno dei soli 36 attribuiti all'artista. Con un valore stimato di oltre 200 milioni di dollari, “Concerto a tre” rimane uno dei pezzi mancanti più costosi nell'elenco di opere d'arte rubate dell’FBI. Più costoso e da quasi un trentennio fuori dalla fruizione del pubblico. Attualmente i capolavori di Vermeer sono sparsi in 18 collezioni in sette paesi. Chi vuole visionarli dunque deve essere pronto a muoversi da una parte all’altra del mondo. Questo almeno fino ad oggi grazie alla tecnologia e alla realtà aumentata. Da oggi cioè tutti i Vermeer del mondo sono a portata di app.

A rendere possibile il progetto un accordo tra il Mauritshuis dell'Aja, che possiede il Vermeer forse più famoso, «La Ragazza con l’Orecchino di Perla» e Google Arts & Culture. L’obiettivo è realizzare una iniziativa di realtà virtuale aumentata che di fatto si propone come museo virtuale dell'opera omnia dell'artista. Hanno contribuito tutti i legittimi proprietari di Vermeer e, in un modo indiretto, anche chi se ne è accaparrato uno in modo fraudolento: tra i quadri inclusi c’è “Il Concerto”, clamorosamente trafugato nel 1990 dall'Isabella Stewart Gardner Museum di Boston assieme ad altri 12 tra dipinti e disegni tra cui tre Rembrandt (c’è una taglia dll’Fbi da cinque milioni di dollari). Il Metropolitan ha contribuito con tutti e cinque i suoi capolavori attualmente esposti nella Lehman Wing in una mostra sui capolavori fiamminghi, mentre la National Gallery di Washington e il Rijksmuseum di Amsterdam, hanno fornito le immagini di quattro quadri ciascuno. Altre due Vermeer vengono dal Louvre e tre dalla Frick Collection. E poi Dresda, Vienna, Edinburgo, Berlino, le collezioni reali britanniche.

Un viaggio "dentro" i capolavori di Vermeer: come la realtà aumentata può cambiare la fruizione dell'arte

L’app #MeetVermeer è disponibile da questa settimana a chiunque in possesso di smartphone grazie a una nuova funzionalità dell'app Google Arts & Culture che si chiama “Pocket Gallery”. Questa funzionalità utilizza la Realtà Aumentata che, grazie allo smartphone, vi permette di entrare in una mostra virtuale e di vedere tutte le sue opere, a cura degli esperti del Mauritshuis. Tutti i suoi 36 dipinti - tra cui il capolavoro mancante e la famosissima “Ragazza con l'orecchino di perla” - sono esposti a grandezza naturale e perfettamente illuminati. Avvicinandovi, vedrete tutte le opere d'arte in incredibile dettaglio e potrete imparare di più su ognuna di esse.

«È uno di quei momenti in cui la tecnologia permette qualcosa che nella vita reale è impossibile. Questi quadri sono troppo fragili, alcuni in collezioni private e quello dell'Isabella Stewart Gardner è perduto. Nella vita reale non sarebbe possibile che questi quadri fossero messi tutti uno accanto all’altri», ha commentato Emilie Gordenker del Mauritshuis. I 18 musei e collezioni
private che posseggono i 36 Vermeer hanno pero' fornito le immagini ad alta definizione che hanno consentito il progetto.

Scopri il “tour di pittura” di tutte le 36 opere di Vermeer

Aprendo l'app il visitatore accede a un museo senza soffitto le cui stanze possono essere navigate toccando la superfine dello smartphone. Entrando in ogni galleria, la prospettiva cambia portando davanti alle pareti su cui sono appesi i quadri. Lo zoom permette di esaminare le tele cosi' da vicino come non
sarebbe possibile nella realtà di un vero museo. Secondo Laurent Gavreau, direttore del Arts and Culture Lab di Google l'esperimento Vermeer potrebbe essere il primo di una serie.

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