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Egon Schiele, la sua sessualità disperata “infiamma” la…

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Egon Schiele, la sua sessualità disperata “infiamma” la Royal Academy

Da sinistra: Gustav Klimt, Study for ‘The Dancer' (‘Ria Munk II'), 1916-17; Egon Schiele, Seated Female Nude, Elbows Resting on Right Knee, 1914; Gustav Klimt, Standing Female Nude (Study for the Three Gorgons, ‘Beethoven Frieze'), 1901; Egon Schiele, Group of Three Girls, 1911. (Exhibition organised by the Royal Academy of Arts, London and the Albertina Museum, Vienna)
Da sinistra: Gustav Klimt, Study for ‘The Dancer' (‘Ria Munk II'), 1916-17; Egon Schiele, Seated Female Nude, Elbows Resting on Right Knee, 1914; Gustav Klimt, Standing Female Nude (Study for the Three Gorgons, ‘Beethoven Frieze'), 1901; Egon Schiele, Group of Three Girls, 1911. (Exhibition organised by the Royal Academy of Arts, London and the Albertina Museum, Vienna)

Un secolo fa, sullo sfondo dell'immensa devastazione della Grande Guerra si consumava un'altra tragedia, l'epidemia di influenza spagnola. Il 6 febbraio 1918 Gustav Klimt, l'artista piú celebre e celebrato di Vienna, era morto di polmonite a 55 anni, passando il testimone al suo protégé Egon Schiele. Fu lui a organizzare la 49esima mostra della Secessione viennese e a dipingere il poster per l'evento, con gli artisti del movimento attorno al tavolo e una sedia vuota al posto che sarebbe stato di Klimt. “La sua opera è un santuario”, scrisse.

Dopo anni di gavetta, povertà, vita bohémienne e anche un periodo in prigione per oscenità e immoralitá Schiele stava finalmente per diventare il leader dell'avanguardia viennese e un artista celebre come il suo méntore. La morte glielo impedí: il 28 ottobre l'influenza aveva ucciso la moglie Edith, incinta di sei mesi. Il 31 ottobre fu Schiele a morire a 28 anni, lasciando 2.900 opere su carta, centinaia di quadri e l'eterno rimpianto per un percorso artistico interrotto troppo presto che chissà dove lo avrebbe portato.

Il centenario di questo anno funesto è ricordato da una mostra alla Royal Academy che abbina le opere dei due grandi artisti austriaci. Oltre cento disegni dall'Albertina di Vienna rivelano le differenze tra i loro stili e il loro approccio non convenzionale all'arte. Klimt era un innovatore, Schiele un rivoluzionario. Ad accomunarli era l'interesse per il corpo femminile e per la sessualitá in tutti i suoi aspetti, che Schiele ha portato all'estremo con i suoi corpi contorti, con gli occhi sgranati e i colori lividi. Labbra, capezzoli e genitali rosso fuoco, pelle pallida dai riflessi verdi e blu.

La mano di Schiele non ha mai esitato: anche i disegni fatti da bambino e da ragazzo mostrano un tratto sicuro e una sconcertante abilità. Le sue opere, anche quelle non erotiche o sensuali, hanno un impatto visivo immediato. I suoi paesaggi, o i disegni dell'interno della prigione o di una umile sedia alla van Gogh hanno un'intensità febbrile che li rendono immediatamente riconoscibili.

La Vienna di Klimt e Schiele era anche la città di Sigmund Freud, della scoperta della sessualitá e dell'inconscio, in un clima di declino dorato, di fine dell'impero. Un'epoca in bilico sull'orlo dell'abisso, che ha portato artisti, scrittori e intellettuali a esplorare i temi della morte e del sesso, eros e thanatos. Karl Kraus scrisse che Vienna in quegli anni era “il laboratorio di ricerca per la fine del mondo”.

Mentre Klimt non ha mai mostrato interesse per gli autoritratti, Schiele ha passato la vita a esaminarsi, scrutarsi, interpretarsi in innumerevoli disegni e quadri. Un'intera sala della mostra è dedicata agli autoritratti di Schiele, Forse consapevole del dibattito darwiniano sul rapporto tra mente e corpo, Schiele è sempre stato interessato a quello che aspetto esteriore, corpo e volto possono esprimere della persona. Quando il corpo di Klimt era all'obitorio dell'ospedale, Schiele è andato con carta e matita per fargli diversi ritratti, un ultimo omaggio.

Klimt/Schiele: Drawings from the Albertina Museum, Vienna
Fino al 3 febbraio 2019
Royal Academy, Londra
www.royalacademy.org.uk #KlimtSchiele

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