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Leggiamo sempre più romanzi italiani, ma il mercato è in stallo

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Leggiamo sempre più romanzi italiani, ma il mercato è in stallo

“La Nuvola” progettata da Massimiliano Fuksas (Afp)
“La Nuvola” progettata da Massimiliano Fuksas (Afp)

Per un momento ci eravamo illusi, ma i dati del 2018 parlano chiaro: il mercato italiano dell'editoria è in stallo. Abituati per anni a considerarlo un bene anticiclico, il libro ha iniziato ad accusare i colpi della crisi dal 2011. Negli ultimi tre anni era ricomparso un timido segno più con la fiammata del 2017. Ma i dati dell'indagine Nielsen per l'Aie (Associazione Italiana Editori), presentati nell’ambito di Più Libri, Più liberi a Roma, riferiti ai primi dieci mesi del 2018, frenano gli entusiasmi: -0,9% a valore, ossia come fatturato delle case editrici.

Il Natale aiuterà (le ultime otto settimane dell'anno valgono il 25% dell'intero fatturato annuo), ma non possiamo aspettarci miracoli. Il segno più riguarda solo le case editrici piccole e medie (quelle con un fatturato fino a 10 milioni di euro) che hanno visto da gennaio a ottobre un aumento del fatturato (+2,2%) e delle vendite (+1,2%). Ma visto che il totale non cambia, vuol dire semplicemente che i lettori hanno preferito le pubblicazioni di alcuni editori rispetto ad altri. Insomma la tendenza negativa non si può cancellare con la bacchetta magica. Bisogna investire in politiche per la lettura per aumentare il numero dei lettori e perché no, anche in detrazioni fiscali che favorirebbero i lettori forti, ossia quelli che comprano 2 o 3 libri al mese.

«Gli editori non chiedono aiuti per sè -dice il presidente Aie Riccardo Levi-, non ne hanno avuti mai. Il mondo del libro, a differenza degli altri settori della cultura, non gode di aiuti pubblici, ma gli italiani e soprattutto i giovani hanno bisogno di essere sostenuti nei loro consumi culturali, in modo particolare nell'acquisto di libri».

Fermo restando che il mercato è in stallo, cosa preferiscono leggere gli italiani? Cresce la quota di mercato della fiction italiana arrivata al 16%, mentre quella straniera diminuisce di un punto ma resta comunque leder con il 22,7%. Stabile la quota dei libri per bambini e ragazzi che rappresenta il 24% del totale. Leggera crescita per i saggi, ora al 15% delle copie vendute.

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