Cultura

L’Attila debutta alla Scala tra gli applausi. Ovazione per Mattarella…

  • Abbonati
  • Accedi
Servizio |«cultura e musica baluardo democrazia»

L’Attila debutta alla Scala tra gli applausi. Ovazione per Mattarella e per gli interpreti

Un'opera applauditissima prima e dopo l'esecuzione. L'Attila di Giuseppe Verdi inaugura la stagione e ha il privilegio della presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e come da consuetudine è l'Inno di Mameli ad aprire la serata; ma è un inizio ritardato da prolungati e fragorosi applausi per quasi tre minuti che con urla di benvenuto hanno accolto il capo dello stato.

«Bravo presidente, bravo» è stato il grido ripetuto a gran voce non appena Mattarella, con al fianco la figlia, è apparso dal palco Reale, addobbato per la prima di San'Ambrogio con una cascata di rose rosse, arancioni e gialle. «Mi è piaciuto questo Attila» il suo commento fra i sorrisi misurati. Cultura e musica sono «baluardo della democrazia» ha detto poi il Presidente al direttore musicale della Scala Riccardo Chailly quando lo ha incontrato durante l’intervallo. (I notisti politici presenti in sala discetteranno per l’intera esecuzione “sulla collocazione dell’applausometro”). Quanto alla serata, qui applausi certi, dal momento che si è trionfalmente conclusa con ben 14 minuti abbondanti di battimani più che meritati visto che le scelte del direttore Riccardo Chailly si sono rivelate tutte azzeccate, cantanti inclusi. Ma andiamo per gradi.

A fare gli onori di casa e ricevere il presidente della Repubblica con il sovrintendente, Alexander Pereira, è stato il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli che si è detto “contento di essere qui a Milano per accogliere il Presidente della Repubblica, che è la prima volta che viene qui alla Prima della Scala e volevo essere qui per renderergli il senso di quanto sia apprezzato anche in questa città”. Il ministro assisterà al secondo atto dal carcere di San Vittore. Sul palco reale anche il ministro dell'Economia e delle finanze Giovanni Tria e il sindaco Giuseppe Sala, che prendendo spunto dall'Opera ha parlato di “tempi barbari in cui si urla più che dialogare”.

Sul podio di questo Attila kolossal la certezza consolidata e applauditissima del Direttore Riccardo Chailly («ho lasciato spazio a un applauso meritato al Presidente della Repubblica che sta svolgendo un mandato straordinario», il suo commento a fine serata), che in linea con il suo approfondimento del repertorio italiano ha voluto ripercorre gli anni giovanili di Verdi: Attila arriva dopo la Giovanna d'Arco, precede il Macbeth. Chailly ha aggiunto: «Ho incontrato il presidente nell’intervallo e mi è sembrato molto preso, partecipe dell'opera. Tutto il teatro del resto è stato molto coeso e attento dalle prime note, Verdi ha una fiamma particolare, lancia positività, contiamo di portare avanti altre produzioni». Ha condotto tutto da par suo, commenti compresi.

Ottima prova per i cantanti tutti. Protagonista della serata è un perfettamente in parte e di cinematografica presenza scenica Ildar Abdrazakov. Un basso prestante per voce e non solo, mentre Saioa Hernández, è un'Odabella di tanta voce, incisiva; Fabio Sartori un magnifico Foresto, suo il miglior fraseggio, e George Petean, un grande Ezio. Alla regia che ha convinto ancora una volta Davide Livermore. Le scenografie e ambientazioni ripercorrono tutti i drammi del Novecento, e se pur fuori tempo, accontentano tutti, compresi i puristi del loggione, solitamente non inclini a variazioni d’epoca. Bene anche i cavalli! Ottima “recitazione” anche per i quadrupedi.
Il libretto di Temistocle Solera è tratto dall'Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner, poeta romantico e sarcerdote cattolico.

Fra gli altri ospiti in sala la senatrice a vita Liliana Segre, Arnaud de Puyfontaine, amministratore delegato di Vivendi, Vittorio Colao, ex numero uno di Vodafone, Fedele Confalonieri, il presidente delle Generali Galateri di Genola con la moglie Evelina Christillin, l'ex premier e senatore Mario Monti con la moglie, l'ex presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, Massimo Tononi di Cdp, la presidente di Eni, Emma Marcegaglia, Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, la grande ballerina Carla Fracci, l'étoile Roberto Bolle, lo chef Davide Oldani.

All'arrivo alla Scala come da consuetudine la protesta con gli antagonisti dei centri sociali che hanno sparato alcune bombe carta, ma i cordoni di sicurezza, forti di centinaia di uomini impiegati, li hanno tenuti ben lontani dal teatro che non ha sentito che echi lontani.

E’ stata alfine una serata poco mondana, come da anni ormai nel complesso, e con l’eleganza d’un tempo sempre più abbandonata in favor di scintillanti esibizioni, ma che ha trovato nella figura del presidente della Repubblica un afflato che qui alla prima di Sant'Ambrogio non si vedeva da tempo. E’ l’omaggio di Milano al presidente Mattarella nel giorno cittadino più importante dell’anno.

© Riproduzione riservata