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Per Mary Poppins un ritorno pieno di magia

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Per Mary Poppins un ritorno pieno di magia

Mary Poppins sarà una delle grandi protagoniste del cinema sotto le feste: arriva questa settimana nelle nostre sale il film di Rob Marshall, che vede il ritorno sullo schermo della celebre bambinaia nata dalla penna di P.L. Travers.
Si tratta di un sequel del classico del 1964 di Robert Stevenson con Julie Andrews: George Banks è ora un uomo adulto con figli ma, a causa di gravi problemi economici e della prematura scomparsa dell'amata moglie, avrà ancora bisogno di Mary Poppins per risolvere le difficoltà e farsi aiutare a crescere i tre ragazzi.

Rimanendo fedele allo spirito dell'originale, «Il ritorno di Mary Poppins» è un musical coloratissimo ed emozionante, capace di regalare diversi spunti inerenti all'infanzia e al potere dell'immaginazione, perfetti per una visione con tutta la famiglia.

Forse c'è qualche canzone di troppo, ma la pellicola rimane godibile fino alla fine e, nonostante si possa prevederne lo sviluppo narrativo, alcune sequenze riescono a sorprendere, a partire dalla notevole scena “all'interno di un vaso” in cui gli attori interagiscono con disegni animati che rimandano ai classici del genere di Walt Disney.
Efficace Emily Blunt nei panni della tata in grado di volare grazie al suo magico ombrello, ma nel cast vanno segnalati anche Colin Firth e Meryl Streep, oltre alle deliziose partecipazioni di Angela Lansbury e Dick Van Dyke, attore classe 1925 rimasto nella storia del cinema per il ruolo dello spazzacamino Bert nel film di Stevenson.

Altra pellicola emozionante è «Old Man è the Gun» di David Lowery, film con cui Robert Redford ha annunciato il suo addio alle scene.
È lui il protagonista assoluto di questo lungometraggio tratto da una (incredibile) storia vera: l'attore interpreta Forrest Tucker, anziano criminale di lungo corso e dalla carriera sterminata, che ha rapinato moltissime banche e si è reso protagonista di altrettante fughe rocambolesche dal carcere. A dargli la caccia c'è John Hunt, detective disposto a tutto pur di riuscire a catturarlo.
Si tratta del film più riuscito della carriera di Lowery (regista giovane ma già autore di alcuni lavori interessanti come «Il drago invisibile» e «Storia di un fantasma») e il merito va soprattutto a uno straordinario Robert Redford, particolarmente magnetico in un ruolo con cui sembra attraversare tutta la sua carriera.

Gli omaggi alla filmografia dell'attore e al cinema americano degli anni Settanta sono numerosissimi e c'è spazio anche per alcuni momenti commoventi, alternati ad altri più umoristici e divertenti.
Il risultato è un'opera malinconica e affascinante, assolutamente da non perdere per i nostalgici della New Hollywood e di un certo cinema on the road che oggi si vede sempre meno.

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