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Assurbanipal crudele re del mondo

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Assurbanipal crudele re del mondo

Il titolo della mostra rende l'idea del suo protagonista: “Sono Assurbanipal, re del mondo, re di Assiria”. Il re, noto anche come Sardanapalo, nel settimo secolo AC dominava un impero che spaziava dall'Egitto all'Iran ed era celebre per la sua ambizione, la sua crudeltà e la sua passione per la caccia al leone. All'epoca Atene e Sparta erano piccole città-stato e Assurbanipal era davvero il re del mondo.

Dieci anni fa il British Museum aveva chiuso la sua galleria assira e ora la mostra ha permesso di tirare fuori dal deposito la straordinaria collezione di sculture, oggetti, tavolette, rarissimi affreschi e gioielli, abbinandola a prestiti concessi da altri musei nel mondo. Oltre 200 oggetti per raccontare la stora dell'ultimo re di Assiria. Con la morte di Assurbanipal nel 631 AC, infatti, si concluse la storia dell'Assiria indipendente.

Molte sculture illustrano scene di caccia al leone, l'attività preferita del re. Le bestie, tenute in grandi gabbie, vengono liberate da un giovane per essere cacciate e uccise dal re, che dimostra così la sua abilità e il suo coraggio davanti ai suoi nobili e ai suoi sudditi. Una scultura mostra il re disarmato che strangola un leone con le sue mani, propaganda reale ante litteram. Assurbanipal era notoriamente spietato anche con gli uomini e si vantava della sua brutalità verso i nemici sconfitti sul campo di battaglia.

Il re è ritratto sempre con un stilo nella cintura, a dimostrare che non è solo un guerriero ma anche un uomo colto. Uno degli oggetti in mostra è una lettera di Assurbanipal al padre, scritta su una tavoletta quando aveva 13 anni, per esibire la sua abilità nello scrivere. In altre lettere si vanta delle sue conquiste in Egitto e altrove. Una delle sale più stupefacenti contiene un “muro” di documenti dell'epoca, una parte della celebre biblioteca del re, la prima al mondo ad essere catalogata, 25mila tavolette redatte in cuneiforme che fanno parte della collezione del British Museum.

La mostra ricostruisce la vita nel sontuoso palazzo del re, nella capitale Nineve, in quello che oggi è l'Iraq, che all'epoca era la città più grande del mondo. Due enormi tori alati con volto umano fiancheggiavano l'ingresso e i grandi giardini avevano un complesso sistema di irrigazione che prendeva l'acqua fino a 50 chilometri di distanza per far crescere piante e fiori da tutti gli angoli del regno. L'impero era bene organizzato, con un efficiente servizio di posta che copriva l'intero territorio e una rete di messaggeri che informavano il re di ogni evento, diventando un esempio poi seguito da altri regni.

La mostra racconta anche le rivalità familiari: Assurbanipal era stato nominato re sopra la testa del suo fratello maggiore, relegato a essere re di Babilonia. Samas-sumu-ukin non lo aveva mai perdonato ed era diventato un suo nemico, preferendo poi morire nel suo palazzo in fiamme pur di non diventare prigioniero del fratello minore.

Le scoperte degli archeologi negli ultimi duecento anni hanno permesso di riscoprire l'importanza di Assurbanipal dopo anni di oblìo, rilanciando gli studi sull'Assiria. Con il quadro “La morte di Sardanapalo”, al Louvre, Eugène Delacroix nel 1827 ha poi creato l'immagine forse più nota dell'opulenza della corte del re.
La storia non ha un lieto fine: nel 2014 i terroristi islamici di Isis hanno preso il controllo di Mosul e hanno saccheggiato e deliberatamente distrutto circa il 70% dell'antica città di Assurbanipal. La mostra del British Museum è quindi l'unica occasione per ritornare nell'impero del “re del mondo”.

I am Ashurbanipal: king of the world, king of Assyria
Fino al 24 febbraio 2018
British Museum, Londra

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