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L’America anti-Trump, i festival europei e Netflix. Ecco chi…

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svelate le nomination per la cerimonia del 24 febbraio

L’America anti-Trump, i festival europei e Netflix. Ecco chi ha già vinto il «suo» Oscar

(Ap)
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L’altra America, i festival europei, Netflix. Ci sono già tre trionfatori, nelle nomination ai prossimi premi Oscar. Il mondo del cinema sembra sfidare apertamente l’America di Trump, con un’Academy composta da elettori più giovani, con più provenienza internazionale e più membri appartenenti a minoranze etniche.

Dieci nomination vanno a «Roma», la storia della tata del regista Alfonso Cuarón nella Città del Messico degli anni 70 e con un'importante ondata “black”: sette candidature per Black Panther (primo film di supereroi ad aggiudicarsi una candidatura a miglior film), sei alla storia del detective afroamericano infiltrato nel Ku Klux Klan di BlacKkKlansman di Spike Lee (per lui finalmente due nomination come miglior film e miglior regista per un film di finzione e del premio alla carriera), cinque alla vicenda di amicizia tra un afroamericano e un italoamericano negli Stati Uniti negli anni 50, Green Book, storia di razzismo e sentimenti insieme a Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins; questi ultimi due film hanno portato due attori neri alla nomination come migliori non protagonisti: Mahershala Ali e Regina King.

Più elettori giovani, più persone di provenienza internazionale, più membri appartenenti a minoranze etniche. Gioisce, sicuramente, la Mostra di Venezia. Dopo il trionfo a miglior film l’anno scorso per il Leone d'oro «La forma dell'acqua», quest'anno si rischia il bis, appunto, con «Roma», che sfiderà altri due veneziani, La favorita di Yorgos Lanthimos (Leone d'argento e coppa Volpi per Olivia Colman, anche nella cinquina dell'Academy) e A star is born (in anteprima mondiale al Lido). Da Cannes erano passati il Grand Prix BlacKkKlansman, la Palma d'oro Un affare di famiglia, il premio alla regia Cold war e il premio della giuria Capernaum (tre su cinque nella categoria film in lingua non inglese).

Nella disfida a distanza Venezia-Cannes, però, torna in evidenza il caso Netflix. Dalla Croisette il rifiuto ai film non nati per la sala, che invece Venezia e il suo direttore Alberto Barbera hanno abbracciato - e visto l’esito, non certamente a torto. Qualche mese fa, infine, la polemica proprio con la Mostra di Venezia per l'assenza di registe donne. Ebbene: non ce ne sono nemmeno in queste nomination.

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