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Strawberry Hill, i capolavori perduti ritrovano casa

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Strawberry Hill, i capolavori perduti ritrovano casa

Una mostra eclettica quanto il luogo che la ospita: “I tesori perduti di Strawberry Hill” riunisce quadri del Settecento e statue romane, minature del Cinquecento e mobili d'epoca, manoscritti illuminati e maioliche, vasi cinesi e argenti inglesi, porcellane di Sèvres e monete antiche, nel contesto per il quale la collezione era stata creata, il castello neogotico dello scrittore Horace Walpole.

È una mostra che racconta la storia unica e personalissima di Walpole, considerato il padre della storia dell'arte inglese, che nel 1747 aveva acquistato un'anonima casa sul Tamigi subito fuori Londra e l'aveva ampliata e trasformata in un castello neogotico.

L'architettura del palazzo voleva essere uno straordinario scrigno per raccogliere la ricchissima collezione di oggetti, quadri, disegni, mobili e sculture che Walpole da perfetto gentiluomo del Settecento aveva accumulato in Europa. Quattromila oggetti e opere, più migliaia di disegni e stampe acquistate nel corso di una vita dedicata alla scrittura, all'arte e alla bellezza.

Tale era la fama dello scrittore, celebre sia per la sua passione per l'arte che per il suo libro “Il castello di Otranto”, il primo romanzo gotico, che Strawberry Hill nella seconda metà del Settecento era diventata una grande attrazione turistica.

“Walpole ha passato metà della sua vita ad accumulare oggetti e opere d'arte e l'altra metà a scrivere della sua collezione,” spiega Silvia Davoli, research curator a Strawberry Hill. La mostra da lei organizzata è il frutto di una vera e propria caccia al tesoro durata cinque anni per ritrovare la collezione di Walpole sparsa per il mondo.

Dopo la morte senza eredi di Walpole nel 1797 la casa era stata abbandonata. Nel 1842 la collezione era stata venduta nella cosiddetta “asta del secolo”, durata 24 giorni, e le opere erano andate disperse in musei e collezioni private in Inghilterra e all'estero. Un grande restauro completato nel 2015 ha riportato Strawberry Hill, che negli ultimi due secoli era stata modificata e trasformata, all'aspetto che aveva nel Settecento, ricreando il castello voluto e studiato in ogni dettaglio da Walpole. Lo scrigno era tornato a brillare, ma mancavano i gioielli.

La missione della Davoli, storica dell'arte esperta nella storia del collezionismo, è stata quella di rintracciare le opere della collezione e poi convincere gli attuali proprietari pubblici e privati a prestarle a Strawberry Hill per la mostra. Un lavoro degno del più paziente dei detective, che è stato coronato dal successo: 49 proprietari hanno concesso in prestito oltre 150 opere per permettere che il castello tornasse a essere esattamente come lo aveva voluto Walpole.

Una volta ottenuti gli oggetti e le opere d'arte, il compito di metterli al posto giusto nelle sale di Strawberry Hill è stato facile, spiega Davoli, perchè Walpole era un catalogatore maniacale e ha lasciato non solo liste precise dei suoi acquisti ma anche cartine, stampe e disegni degli interni della casa con gli oggetti, usando la sua stamperia personale. Inoltre il collezionista grafomane ha lasciato ben 48 volumi di lettere, nelle quali spesso descrive i suoi acquisti e la loro collocazione.

Il quadro più importante, “Portrait of the Ladies Waldegrave” di Joshua Reynolds, ritratto delle tre nipoti di Walpole, è tornato nella sala per la quale era stato dipinto nel 1781 dal fondatore della Royal Academy. Troneggia nella sala anche una maestosa aquila romana del primo secolo DC, amatissima da Walpole e ammiratissima dai collezionisti, unico oggetto del genere in mani private, faticosamente strappato ai proprietari per qualche mese.
Nella splendida biblioteca è tornato il Salterio del Cinquecento, un libro dei salmi illuminato per il quale Walpole aveva creato una scatola con gli stemmi di tutti i proprietari precedenti. “Walpole ha inventato il pedigree dell'oggetto, era un collezionista di persone e di storie oltre che di cose,” spiega Davoli. Sempre in biblioteca c'è l'orologio che Enrico VIII aveva regalato a Anna Bolena il giorno del matrimonio nel 1532, mentre in un corridoio c'è il cappello rosso del Cardinale Wolsey. Nella lunga galleria sono tornati i quadri, Durer e Hogarth, Lely e Watteau, Carpaccio e Clouet. Ogni sala è una stanza delle meraviglie.

Lost Treasures of Strawberry Hill: Masterpieces from Horace Walpole's Collection, fino al 24 febbraio 2019
www.strawberryhillhouse.org.uk

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