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Grammy, vince il rap anti Trump: «Questa è l’America» di Childish Gambino

Il music business gira attorno al rap. Il rap gira attorno a Childish Gambino. Informazioni di quest’ultimo: non pervenute. Cronache di una ordinaria notte di consegna dei Grammy, quella tra domenica e lunedì 11 febbraio che ha visto trionfare il genere musicale più popolare, negli Stati Uniti e non solo, in questo particolare momento storico. E il protagonista dell serata, Childish Gambino, alter ego musicale dell’attore Donald Glover, primo artista rap ad aggiudicarsi il grammofono d’oro per disco, canzone dell’anno, Best Rap Sung Performance e miglior video (This is America), neanche era presente alla cerimonia.

Childish non c’è
A rappresentarlo, sul palco dello Staples Center di Los Angeles, il suo producer, lo svedese Ludwig Goransson: «Sembra un momento significativo», ha commentato. «Questa canzone parla a così tante persone. Parla di ingiustizia. Celebra la vita. Unisce le persone allo stesso tempo». È un ritorno al rap impegnato, nell’era di Donald Trump presidente. Una roba senza compromessi, con un video di grande impatto. Goransson non ha spiegato le ragioni dell’assenza di Glover/Gambino, per quanto la settimana precedente all’evento sia stata contrassegnata da rumors e polemiche sulla mancata presenza dei pesi massimi del rap. Anche Drake e Kendrick Lamar hanno, per esempio, rifiutato gli inviti a esibirsi, secondo quanto ha riferito il New York Times.

Se il rap spodesta il rock
Eggià: la black music, nell’accezione moderna del termine (vedi rap e R&B), ha definitivamente soppiantato il rock dal centro della scena. La Recording Academy memore dei fasti del passato è stata lenta a elaborare il lutto, ma quest’anno si può dire che il rock le abbia dato una grossa mano: il riconoscimento per il miglior album del genere è andato a From the Fires dei Greta Van Fleet che, per chi non li conoscesse, sono una specie di cover band dei Led Zeppelin che fa pezzi propri. Bravissimi, ma senza spostare granché in termini di evoluzione della musica. Nessun artista hip-hop aveva infilato la doppietta canzone e disco dell’anno nei quasi 60 anni di storia dei Grammy e bisogna risalire al 2004 per rintracciare il filotto degli Outkast con Speakerboxxxxx/The Love Below (album dell’anno, miglir album di rap e migliore performance urban con il singolo Hey ya!).

#MeToo, attenti alle donne!
L’Academy è come se si facesse una specie di esame di coscienza, andando a correggere più di un torto del recente passato. In questa direzione può essere interpretata anche l’attenzione rivolta alle donne, a un anno dalle critiche per la scarsa considerazione rivolta al lavoro delle artiste. La pop star britannica Dua Lipa, per esempio, è stata nominata miglior nuovo artista e la cantante country Kacey Musgraves si è presa il riconoscimento per l’album dell’anno con Golden Hour. A Lady Gaga i titoli di Best Solo Performance per Joanne (Where Do You Think You're Goin?), Best Pop Duo e miglior canzone scritta per le arti visive in condivisione con Bradley Cooper con Shallow, traccia portante del film A Star is Born. Cardi B è diventata poi la prima artista solista femminile a vincere il titolo per l’album rap dell’anno (Invasion Of Privacy). «Credo che quest’anno abbiamo fatto davvero dei passi in avanti», ha commentato a caldo Lipa, elogiando le colleghe finite in nomination. L’anno scorso, nel pieno della tempesta #MeToo, furono grandi polemiche per la disattenzione rivolta alle donne.

La performance di Michelle Obama
Quest’anno si è registrato il tentativo di mettere a tacere i critici prima che cominciassero le danze. La conduttrice Alicia Keys ha per esempio aperto lo spettacolo con un quartetto di donne d’eccezione: Lady Gaga, Jada Pinkett Smith, Jennifer Lopez e Michelle Obama. La comparsa della Obama ha suscitato una standing ovation da parte di un pubblico che gli applausi è abituato a riceverli. L’evento, trasmesso in diretta da Cbs, in ogni caso da ormai qualche anno è in crisi di ascolti nonostante un format che prediliga le esibizioni a discapito della consegna dei premi. Solo nove premi su 84 vengono assegnati durante lo show, per gli altri c’è una pre-cerimonia a inviti. E i mal di pancia non mancano. Ariana Grande, vincitrice del titolo per il Best Pop Vocal Album (Sweetener), ha lasciato lo show dopo dissapori con la produzione. Drake, altro peso massimo del rap, ha dovuto accontentarsi del titolo per la Best Rap Song (God’s Plan), ma è apparso tutto sommato conciliante. Insomma, che ne è stato di Childish Gambino? Dopo la cerimonia, Goransson ha detto che stava cercando di raggiungerl0 per dirgli la notizia. «Ho provato a chiamarlo e non è andata a buon fine», ha detto. «Ci proverò di nuovo». Questa è l’America: chi vince sa farsi desiderare.

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