Cultura

In mostra la “Bellezza diffusa” di Valentino Vago

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a barlassina, in Brianza, a un anno dalla scomparsa del pittore

In mostra la “Bellezza diffusa” di Valentino Vago

A oltre un anno dalla sua scomparsa, Barlassina – comune della Brianza a metà strada tra Milano e Como – rende omaggio al pittore concittadino Valentino Vago con una mostra nella Sala Consigliare di Palazzo Rezzonico intitolata “Una Bellezza Diffusa: la Barlassina di Valentino Vago” (16-31 marzo, a cura di Roberto Borghi): grazie alla collaborazione tra l'associazione che porta il nome del pittore e ne gestisce l'archivio, l'Amministrazione comunale e la Banca di Credito Cooperativo, sarà possibile ammirare un estratto significativo delle opere dell'ultima fase dell'artista, che tra l'altro ha lasciato la sua impronta sui luoghi principali della comunità locale. Basti pensare che fu lui a ridipingere la Chiesa parrocchiale di San Giulio (1982) e a valorizzare con la sua arte il salone degli sportelli per il pubblico e l'auditorium della banca (1979), oltre alla scuola elementare. «Un artista che ha sempre detto che la sua vita e' stata molto fortunata, perché è sempre stato in mezzo alla bellezza, creando bellezza e ricercando bellezza», sintetizza Ornella Mignone, curatrice dell'Archivio Valentino Vago, istituito dai figli Mario e Valerio.

In mostra la Bellezza diffusa di Valentino Vago

Convegno e visite guidate.
Sabato 16 marzo alle 15.30, con partenza dalla casa dell'artista in corso Marconi 32, ci sarà una visita guidata alle opere “abitabili” dislocate a Barlassina del Maestro (compresa la Cappella della casa dell'Anziano e atrio e sala conferenza della scuola elementare - 1992) , prima che alle 16.30, nella sala convegni “Sanvito” della sede della Bcc, si svolga il convegno «Abitare un'opera. Cooperare è un'arte», cui seguirà l'inaugurazione ufficiale della mostra (alle 19) al Palazzo del Comune. Tutti gli interventi murali realizzati da Vago nel suo paese natale sono stati documentati e al tempo stesso reinterpretati dalle foto scattate da Armen Casnati (in mostra solo il pomeriggio del 16).

La mostra
Le opere in mostra sono state realizzate nel 2016-2017, in concomitanza con il ventunesimo e ultimo intervento pittorico di Vago in un edificio sacro, quello nella chiesa di San Giovanni in Laterano a Milano che lui considerava la “summa” dei suoi settant'anni di pittura. Questi dipinti – viene sottolineato – «caratterizzati da addensamenti di tonalità rosa e giallo, rappresentano l'esito di una pittura che, completata la sua “fase narrativa”, ha optato per un silenzio quasi assoluto, appena interrotto da vibrazioni diafane e accensioni misteriose». Se, come Vago diceva spesso, la bellezza è un po' ovunque, ma non sempre è immediatamente percepibile, «il compito dell'artista consiste nel farla venire allo scoperto, nel manifestarla attraverso le sue opere» .

Le opere “abitabili”
Il territorio di Barlassina è quello in cui si è maggiormente diffusa la bellezza da lui manifestata. «L'arco di tempo compreso tra gli affreschi nella Cassa Rurale e Artigiana (ora Bcc) e le opere nella scuola elementare del 1992 – viene evidenziato - corrisponde, all'incirca, a quello che potremmo chiamare il “periodo narrativo” della pittura di Vago. L'artista sembra animato da una tensione affabulatoria, ma il suo racconto non segue alcuna trama: la narrazione viene ogni volta condotta per accenni, persino quando fa riferimento alla storia sacra, come accade negli edifici con destinazione religiosa. Vago preferisce evocare i protagonisti degli avvenimenti biblici tracciandone semplicemente le sagome, oppure isolando un dettaglio della loro figura o un particolare della vicenda che li vede coinvolti. Il metodo è quello dell'apparizione, dell'emersione da un contesto astratto: il singolo elemento, in ogni caso, viene presto riassorbito nell'atmosfera generale del dipinto, nei flussi di colore che la percorrono e che in fondo la determinano».

Anche nella sala della giunta di Palazzo Rezzonico spiccano alcune opere del Vago, assieme a quelle di altri artisti per lo più barlassinesi, come Lisa Marzorati, Luigi Veggetti, Andrea Ceruti . «Una o due volte l'anno organizziamo mostre di arte contemporanea, spesso con giovani artisti della zona – dice il sindaco Piermario Galli – Alla fine, abbiamo chiesto loro di lasciarci in dono una loro opera». All'esterno di Palazzo Rezzonico campeggia un ampio dipinto che sembra di Vago ma non lo è: «Nell'ambito del progetto ‘Barlassina Aperta' di due anni fa, è' stato realizzato da giovani dell'Accademia di Brera, che hanno ricreato, su autorizzazione un'opera del Maestro”, dice Galli – Mi piace parlare di Barlassina come di un museo d'arte a cielo aperto».

La collezione artistica della banca locale – sviluppatasi in particolare durante il mandato di due dirigenti “storici” dell'istituto (che allora si chiamava Cassa Rurale e Artigiana), Enrico Belloni e Mario Beretta - riceve spesso richieste di opere perché siano esposte in mostre internazionali: oltre a vari dipinti di Vago (dislocati anche in alcune filiali), spiccano alcuni cpaolavori del barlasinese Emilio Longoni, tra cui il famoso “l'Oratore dello sciopero”. «È un motivo di orgoglio per noi vantare una collezione artistica che, oltre ad abbellire le sale, ha un grande valore economico e morale che intendiamo conservare e promuovere», dice il presidente della Bcc di Barlassina, Stefano Meroni, mentre il direttore generale Giorgio Porro aggiunge che Valentino Vago era anche un socio attivo dell’istituto.

Vita d’artista: la scheda biografica
Nato a Barlassina nel 1931, Valentino Vago ha frequentato l'Accademia di Brera nei primi anni Cinquanta: suoi compagni di studi sono stati, tra gli altri, Valerio Adami, Bepi Romagnoni, Floriano Bodini, Kenjiro Azuma. Nel 1960 inaugura la sua prima rilevante personale al Salone Annunciata di Milano con una presentazione di Guido Ballo. Dopo numerose mostre in gallerie italiane ed europee, nel 1972 vince il XXVI Premio Michetti. In quello stesso anno il suo lavoro è accostato a quello degli esponenti della Pittura Analitica o Nuova Pittura, con i quali peraltro espone nelle mostre fondative di questa tendenza, ma senza mai sentirsi totalmente in sintonia con essa. Nel 1980 il Palazzo Reale di Milano ospita un suo intervento ambientale intitolato Tre stanze in scala tonale. Con gli anni Ottanta giungono anche la prima antologica al PAC di Milano, un ampio consenso internazionale, un'attività espositiva che spazia dall'Europa all'America Latina. Si susseguono inoltre le collaborazioni con architetti e gli interventi in chiese italiane estraniere. Nel 2007 l'artista dipinge i 12.000 mq di superficie della chiesa di Nostra Signora del Rosario a Doha, in Qatar. Nel 2011 Skira dà alle stampe i tre volumi di cui è composto il suo Catalogo generale. Valentino Vago si spegne nel gennaio 2018 poco dopo aver inaugurato le sue personali nella Galleria del Milione e nella Galleria Annunciata di Milano.

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