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Tintoretto sublime e profondo. Tre mostre per celebrarlo a Washington

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Tintoretto sublime e profondo. Tre mostre per celebrarlo a Washington

Il pittore della luce e dei colori. Delle grandi scene e delle tele disseminate di personaggi. Il pittore dei contrasti e della drammaticità, la tensione dei volti e dei corpi. Il pittore dei chiari e soprattutto degli scuri. A Jacopo Robusti, il “tentor”, il figlio del tintore di sete, per tutti e per sempre il Tintoretto, simbolo del Rinascimento veneziano, sono dedicate tre mostre in contemporanea appena inaugurate alla National Gallery of Arts (Nga) di Washington D.C. nel cinquecentesimo anniversario della nascita.

La prima mostra - la più attesa - è “Artista del Rinascimento veneziano”, unica altra tappa estera dopo l'esposizione avvenuta al Palazzo Ducale di Venezia, è stata inaugurata il 24 marzo nella capitale federale. Per gli americani è una scoperta e un tuffo nello splendore del Rinascimento. Organizzata in collaborazione con la Fondazione dei Musei Civici di Venezia e le Gallerie dell'Accademia si tratta della prima retrospettiva su Tintoretto in Nord America in assoluto e per le dimensioni della rassegna che offre 46 dipinti, 20 dei quali provenienti da Venezia, molti mai visti prima negli Stati Uniti, come la straordinaria “Ultima cena” per la chiesa di San Trovaso o per la “Madonna dei Camerlenghi”.

Alcune tele esposte, come il “San Marziale in Gloria” dell'omonima chiesa di Cannaregio, sono state restaurate e preservate da Save Venice. In mostra anche una dozzina di disegni di Tintoretto, la base delle sue opere, gli schizzi che preparava con le candele per studiare le luci, le ombre e le prospettive.
Tra le opere più importanti la “Vergine e Gesù con i Santi”, la “Conversione di San Paolo”, “Venere e Marte sorpresi da Vulcano”, il “Miracolo dello schiavo”, la “Deposizione di Cristo”, la “Creazione degli animali” e il bozzetto per il “Paradiso”.

Una galleria è dedicata ai ritratti, in cui Tintoretto eccelleva nelle luci, e soprattutto negli scuri, lo sfondo nero che lo avvicina ai successivi pittori fiamminghi. Ci sono anche due autoritratti, lui da giovane, lo sguardo profondo intenso, i colori, gli occhi penetranti e l’altro, stupendo, da vecchio, canuto, la barba bianca, tra le ultime opere prima della morte: tutto è compiuto. Un percorso, insomma, che consente di conoscere da vicino per la prima volta il genio veneziano.

La mostra dei 46 dipinti alla Nga è affiancata da altre due esposizioni collegate. “Drawing in 's Venice” (24 marzo-26 maggio 2019), proveniente dalla Morgan Library di New York, ha come centro il lavoro dell'artista disegnatore, oltre a offrire agli occhi dei visitatori una carrellata di disegni di predecessori e contemporanei di Tintoretto, come Tiziano, Veronese e Jacopo da Bassano. In tutto una ottantina di opere.

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Infine il terzo omaggio che la capitale americana dedica al “Tentor” a cinquecent'anni dalla nascita è l'esposizione di stampe “Venetian prints in the time of propone 40 opere, in prevalenza dalla collezione della Nga: dalle acqueforti di Parmigianino alle incisioni di Giuseppe Scolari, artisti importanti della formazione artistica del maestro veneziano “brillante, ambizioso, sublime e profondo”, come lo ha definito Philip Kennicott sul Washington Post, secondo il quale questa triplice rassegna sarà una rivelazione per molti americani.
Alla presentazione erano presenti la neo direttrice del museo, Kaywin Feldman, l'ambasciatore d'Italia Armando Varricchio, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, e i due curatori della mostra, Frederick Ilcehman e Robert Echols. Ospiti per l'occasione di una serata di gala nella residenza dell'ambasciatore.

«Nelle opere di c'è la forza della storia di Venezia, simbolo della difesa della Cristianità e dei valori occidentali - ha affermato il sindaco di Venezia Brugnaro, ricordando che la Serenissima è stata una delle prime Repubbliche a riconoscere gli Stati Uniti d'America». «Grazie all'opera del Tintoretto - ha dichiarato Varricchio - l'America celebra l'Italia, il suo genio creativo, la sua cultura e la sua storia. Una storia viva che continua a ispirare ed affascinare generazioni di americani che guardano all'Italia come ad un faro di creatività, innovazione e tradizione, di cui Tintoretto e Venezia sono un vivido esempio».

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