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Letteratura e amicizia: la Roma di Pasolini, Gadda e Morante in 250 foto

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LA MOSTRA

Letteratura e amicizia: la Roma di Pasolini, Gadda e Morante in 250 foto

Carlo Emilio Gadda che prestava soldi a Sandro Penna («io ho campato per anni a spese di Gadda»). Attilio Bertolucci che presentò a Livio Garzanti un giovane Pier Paolo Pasolini «sceso a Roma dal lontanissimo Friuli». Pasolini stesso, scrittore e poeta affermato, che aiutava e sosteneva economicamente il giovane Dario Bellezza. Amelia Rosselli che nel 1968 si batteva per la ripubblicazione della raccolta Poesie di Penna uscite nel 1957 e ormai introvabile.

Sono alcune tracce dei legami di affetto e stima letteraria che tenevano insieme una comunità di scrittori e intellettuali (oltre a quelli citati, tra gli altri oviamente Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Anna Maria Ortese, Elsa Morante, Natalia Ginzburg) che tra gli anni Sessanta e Settanta hanno abitato e animato la capitale. Un’epoca che torna attraverso le 250 foto - molte inedite e salvate dalla distruzione degli archivi cartacei di giornali e riviste - e i materiali (tra cui prime edizioni) nella mostra “Poeti a Roma. Resi superbi dall’amicizia”, a cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno, fino al 23 giugno al Wegil (l’ex Casa della gioventù italiana del Littorio di Trastevere, opera di Luigi Moretti).

Un mondo che «puzza sempre di letteratura», per usare un’espressione di Pasolini in una lettera a Bassani (ma il poeta e regista si riferiva a se stesso) e che presto comincerà a girare proprio intorno a “PPP”. Non a caso l’esposizione si apre con le immagini del suo arrivo nella capitale nel 1950 e si chiude con le foto del suo corpo straziato all’Idroscalo di Ostia (2 novembre 1975), i funerali e il “ritorno a casa”, nel cimitero di Casarsa
della Delizia, in provincia di Pordenone (foto di Dario Bellini). Nel mezzo venti anni di cultura intrecciata a legami affettivi, apprezzamenti reciproci (come dimostrano molte poesie), riviste (“Botteghe oscure”, “Nuovi argomenti” di Moravia), presentazioni di libri, premi letterari (tra il 1952 e il 1967 tra i vincitori dello Strega ci sono Moravia, Bassani, Morante, Ginzburg, Ortese), cene, caffè (Rosati) e capolavori: Quer pasticciaccio brutto de via Merulana viene pubblicato nel 1957, lo stesso anno dell’Isola di Arturo, per citare solo due titoli. Un mondo letterario e artistico fatto rivivere qualche anno fa da Sandra Petrignani nel libro Roma addio (Beat).

Nei protagonisti di quella stagione c’è anche la scoperta della capitale («stupenda e misera città» scrive Pasolini nelle «Ceneri di Gramsci») che si ritrova in molte sequenze fotografiche della mostra. A eccezione dei romani Moravia e Morante, quasi tutti i protagonisti vengono da fuori. Prima della guerra erano arrivati a Roma Giorgio Bassani, Vitaliano Brancati (che però morirà nel 1954), Giorgio Caproni e Penna. Pasolini e Gadda (che lavorerà cinque anni in Rai per i servizi di cultura del Terzo programma) si trasferiscono lo stesso anno (1950), come Amelia Rosselli (nata in Francia e vissuta in Inghilterra e Stati Uniti), Bertolucci giunge l’anno successivo con la famiglia (e il figlio e futuro regista Bernardo) e Anna Maria Ortese (romana solo di nascita) nel 1958. È un gruppo che rivive anche negli indirizzi della case, spesso vicine, che hanno abitato: Pasolini si trasferirà nel palazzo di Monteverde dove vive Bertolucci (via Giacinto Carini 45), dopo aver lasciato a via Fonteiana 86, nello stabile dove era Gadda. A meno di 1.500 metri vive Giorgio Caproni (via Pio Foà). Amelia Rosselli e Dario Bellezza condivisero per un periodo la stessa abitazione a Trastevere.

Tutto si spegne il 2 novembre 1975 con l’assassinio di Pasolini. Anche se i protagonisti continueranno a lungo a vivere, scrivere e produrre (alcuni di loro come Gadda, Rosselli e Bellezza sono sepolti nel Cimitero acattolico di Roma), è quella, nella lettura offerta dagli organizzatori della mostra, la fine di una stagione. Dirà Moravia, quasi urlando, nell’orazione funebre per l’amico Pasolini: «Abbiamo perso prima di tutto un poeta. E poeti non ce ne sono tanti nel mondo». A Roma, da allora, ancor di meno.

La mostra
“Poeti a Roma. Resi superbi dall'amicizia”
WEGIL, Largo Ascianghi 5 Roma
Ente promotoreRegione Lazio
A cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno
Fino al 23 giugno
Ore 10-19 da lunedì a domenica
Biglietto intero 6 euro
www.wegil.it

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