Cultura

Il vinile è vivo e gira insieme a noi

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musica: il 13 aprile torna il record store day

Il vinile è vivo e gira insieme a noi

Sono passati quarant'anni dal giorno in cui la Philips presentò il Compact Disc, il supporto fonografico che avrebbe dovuto cambiare le regole del music business e rappresentare il nuovo modello di ascolto. Era il 1989, ma già nel 2000 il film di culto Alta Fedeltà – diretto da Stephen Frears e tratto dal bestseller di Nick Hornby – prendeva in giro chi aveva dismesso la sua collezione di vinili in favore dei dischetti di policarbonato: «Yet another cruel trick played on all the dumb-asses who got rid of their turntables», “ancora un altro trucco crudele giocato a tutti gli idioti che si sono sbarazzati dei loro giradischi», spiegava un formidabile Jack Black nei panni del commesso del Championship Vinyl (perfetto archetipo del negozio di dischi nella periferia di Chicago) durante la vendita di un album degli Echo & the Bunnymen.

Da allora, l'evoluzione delle vendite dei 33 giri ha prodotto una delle parabole più inattese della storia, raggiungendo nel 2006 il suo punto più basso (meno di 5 milioni di pezzi) e riacquistando progressivamente una centralità nel mercato che, nel 2018, ha portato alla vendita di circa 45 milioni di LP.

Nella battaglia dei supporti, a rivelarsi particolarmente influente è stato il Record Store Day, l'evento partito nel 2008 negli Stati Uniti come raduno degli operatori dei negozi di dischi indipendenti. Dalla semplice celebrazione di un mondo produttivo in lenta obsolescenza, l'evento si è espanso a livello planetario e oggi conta nella sola Italia quasi 200 negozi aderenti e oltre 300 uscite discografiche fissate per sabato 13 aprile.

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