Cultura

A Londra si vive come delle bestie

  • Abbonati
  • Accedi
Mostra

A Londra si vive come delle bestie

Una volpe davanti al n 10 di  Downing Street
Una volpe davanti al n 10 di Downing Street

Come antidoto all’antropocentrismo imperante, ecco la storia di Londra raccontata attraverso gli animali che l’hanno popolata in passato e che ancora adesso si sentono a casa nelle sue strade e sotto i suoi tetti.

«Beasts of London» è il titolo della mostra organizzata con intuizione geniale dal Museum of London. Gli animali sono i protagonisti e gli esseri umani sono le comparse, una presenza spesso malevola e distruttiva.

La storia è divisa in nove sale, ognuna un mix di oggetti d’epoca che appartengono al museo e installazioni digitali interattive 3D, una via di mezzo tra una mostra tradizionale, uno spettacolo teatrale e un'esperienza immersiva.

Star e attori .Ogni animale ha la voce di un personaggio famoso.Quella della volpe è di Kate Moss

Non a caso il Museo ha collaborato con la vicina Guildhall School of Music & Drama per riportare in vita gli animali creando fondali e scenografie reali e filmati e scene digitali interattive. Ogni animale racconta la sua storia con la voce di un attore o di una persona famosa. Kate Moss è la volpe.

Il racconto inizia nella preistoria, molto prima che Londra esistesse e prima dell’arrivo dell’uomo, quando mammut lanosi, leoni, orsi e tigri dai denti a sciabola popolavano la zona. La storia continua con l’invasione romana, quasi duemila anni fa. Per i Romani, che hanno fondato Londinium, il leone e l’aquila erano simboli di forza e di vittoria, mentre altri animali venivano sacrificati agli Dei o usati per i combattimenti per il divertimento del pubblico.

Gli animali selvaggi ritornano nella terza sala, ma questa volta in catene: sono gli orsi polari, le tigri, i leopardi e altre bestie catturate e mostrate al pubblico a pagamento nei serragli dall’epoca medievale fino all’invenzione del primo zoo nell’Ottocento.

La sala dedicata alla peste che ha devastato Londra nel 1665, uccidendo centomila persone, è un’antica farmacia con effetti speciali degni di un film di Harry Potter. La pulce litiga con il ratto perché entrambi vogliono prendersi il merito di avere trasmesso la peste, ma la vera responsabilitá, come fu scoperto solo 230 anni dopo, era di un batterio visibile solo al microscopio.

Nella sala successiva ci si affaccia intorno a un’arena in un pub vittoriano celebre per i combattimenti tra animali per vedere all’opera il celebre Tiny the Wonder, un cane che pesava meno di tre chili ma era celebre per la sua abilità nell’uccidere ratti con feroce rapidità, a un ritmo di 200 all’ora, mentre la gente faceva scommesse.

Si passa poi a una tenda da circo, passatempo popolarissimo a Londra. Jumbo l’elefante africano nel 1890 era diventato una celebritá. Prima dell’invenzione dell’automobile la cittá era affollata di cavalli, che trainavano carri e calesse. In quel periodo inizia la moda di avere animali domestici per compagnia. Con un tocco di umorismo il cane che parla sempre del suo padrone si trova in disaccordo con il gatto, che si ritiene alla pari dell’essere umano con il quale, dice, si limita a condividere la sua abitazione.

Il percorso finisce al giorno d’oggi, con un grande numero e varietà di animali che vive nella metropoli. Gli omnipresenti piccioni, le volpi che si aggirano sfrontate in pieno giorno, gli scoiattoli che chiedono insistentemente cibo ai passanti, i pappagalli verde smeraldo assembrati sugli alberi dei parchi. Uscendo dal museo basta alzare gli occhi al cielo verso la vicina Cattedrale di San Paolo. Sotto la grande cupola ci sono i nidi dei falchi pellegrini, che erano quasi estinti ma sono tornati.

Beasts of London, Fino al 5 gennaio 2020, Museum of London

www.museumoflondon.org.uk/beastsoflondon

© Riproduzione riservata